E’ scomparso a 76 anni, nella sua casa di Toronto, l’ex pugile statunitense Rubin Carter.

Carter era noto al grande pubblico anche come “Hurricane“, soprannome che gli era stato dato da Bob Dylan, nel 1976, nell’omonimo successo internazionale che il cantante compose basandosi sulla sua storia. E la storia di Hurricane, a tratti, non è certo delle più felici.

Nato a Clifton (New Jersey) nel 1937, prima di diventare pugile professionista nel 1961 finì diverse volte in prigione, accusato di vari crimini: 10 mesi gli furono inferti per fuga dal riformatorio; in seguito fu condannato a 4 anni per aggressione e rapina ad una donna di mezza età. Proprio mentre scontava quest’ultima pena, Carter riscoprì la sua passione per la boxe e nel 1961 iniziò la sua carriera professionistica, che durò fino al 1966. Combatté sempre nella categoria dei pesi medi (nonostante fosse più basso rispetto allo standard richiesto da questa categoria) e divenne noto per il fisico possente e l’aggressività con cui affrontava i match sul ring.

Nel 1963 arriva la consacrazione: Ring Magazine lo inserisce nella top ten dei pesi medi e conquista il terzo posto nel ranking di questa categoria. Nel video pubblicato qui sotto potete vedere alcuni dei suoi combattimenti più celebri. I successi non durano a lungo però: già nel 1965 la sua posizione nel ranking è scesa e Carter perde numerosi incontri.

Il 17 giugno del 1966 la vita di Rubin Carter cambia per sempre: in un bar di Paterson (New Jersey) vengono assassinati due uomini e una donna bianchi. La polizia ferma Carter perché la sua auto coincide con quella descritta da alcuni testimoni che hanno assistito alla fuga del presunto killer. Nonostante nessuno dei testimoni riconosca Carter in quel momento, la polizia trova nell’auto del pugile una pistola e dei proiettili. La presenza dell’arma e testimonianze successive portano alla condanna definitiva di Hurricane, che sconterà 19 anni di carcere. Le accuse cadono solo nel 1988, in seguito ad una petizione alla Corte Federale.

Dopo questa esperienza, Carter ha deciso di battersi per coloro che sono vittime di errori giudiziari e ha ricoperto il ruolo di direttore esecutivo dell’Associazione per la Difesa dei Condannati per Errore dal 1993 al 2005.

L’avventurosa vita di questo pugile non ha ispirato solo Bob Dylan e la sua musica. Nel 1999 Denzel Washington lo impersona sul grande schermo nel film di Norman Jewison “Hurricane – Il grido dell’innocenza“.