Un tweet all’alba ha confermato una voce che si era sparsa incontrollabile da qualche giorno: Cantù sta per firmare nientemeno che Ron Artest, ora noto col suggestivo nome di Metta World Peace, uno dei più grandi difensori dell’ultimo decennio, ex campione NBA con la maglia dei Los Angeles Lakers nel 2010 e reduce da un’esperienza in Cina. E’ stato lo stesso Artest a twittare “Cantù”, confermando dunque ciò che sempre su Twitter aveva scritto suo fratello nella giornata di sabato (“Lunedì firmerà con Cantù”).

All’inizio, francamente, la sparata di Artest Jr era sembrata a tutti inverosimile, visto che le casse dell’Acqua Vitasnella non sembrano esattamente all’altezza dell’ingaggio dell’ex ala di Lakers, Rockets e Pacers, e che già in passato suggestioni simili (vedi Bryant a Bologna) si erano poi rivelate nient’altro che bolle di sapone. E invece, a quanto pare, la presidente Anna Cremascoli è riuscita a formulare un’offerta che Artest ha trovato di suo gradimento. Secondo le ultime indiscrezioni, la trattativa si dovrebbe concludere domani e il giocatore potrebbe essere in Italia già nella giornata di mercoledì. Ma con quali conseguenze?

E’ ovvio che, almeno sulla carta, si tratta di un colpo fantastico, non solo per il club brianzolo, assente da troppo tempo ai massimi livelli, ma anche per tutto il movimento italiano. Artest è stato uno dei giocatori più forti e carismatici che abbiano giocato in NBA negli ultimi anni, forse il difensore più dominante in assoluto e potenzialmente in grado, nonostante i suoi 35 anni, di tiranneggiare da questa parte dell’Atlantico. Ancora maggiori saranno i vantaggi a livello di immagine, data la popolarità del giocatore.

D’altra parte, quando si parla di Artest, l’altra faccia della medaglia è sempre quella di maggior rilievo:

1. Parliamo di uno che nel 2011 si è fatto cambiare il nome dall’anagrafe in “Metta World Peace”, giustificando così la scelta: “Ora nessuno potrà insultarmi, perché nessuno può dire nulla di male sulla Pace nel Mondo“.

2. Parliamo di uno che, appena ottenuto il nuovo nome pacifista, ha abbattuto James Harden con una gomitata capace di uccidere un orso.

3. A proposito di plantigradi: parliamo di uno che l’anno scorso ha chiesto di cambiare nuovamente il nome in “The Panda’s Friend”, l’amico dei panda, animali che ha scoperto di amare molto da quando gioca in Cina.

4. Parliamo di uno che, nel bel mezzo della stagione 2004-05, chiese ai suoi Indiana Pacers di concedergli due mesi di vacanze per incidere un disco di R&B.

5. Parliamo di uno che provò a consolare Kobe dopo la sconfitta coi Celtics nelle finali 2008, garantendogli che quell’anello gliel’avrebbe portato lui. Solo che Kobe si trovava nelle docce e Ron giocava nei Rockets e nessuno ha mai capito cosa ci facesse negli spogliatoi dei Lakers.

6. Parliamo di uno che poi, effettivamente, ha vinto il titolo insieme a Bryant coi Lakers nel 2010, per poi dedicarlo al proprio psichiatra.

7. E che poi ha messo all’asta il proprio anello e ha donato i 500mila dollari ricavati in beneficenza a un’associazione che si prende cura di ragazzi con malattie mentali.

Insomma, ci siamo capiti: parliamo di Ron Artest.