Dallo scorso anno, e precisamente dal 1° luglio del 2015, è finito ad allenare in Svizzera, all’FC Lugano, Zdenek Zeman, con un contratto che andrà in scadenza nell’estate prossima, dopo una carriera più che trentennale alla guida di numerose panchine di Serie A e B in Italia, ma se c’è un club che non dimentica mai di menzionare e sul quale non lesina certo le sue famigerate critiche, è la Roma. Forse perché la società della Capitale lo ha accolto per ben due volte, nelle stagioni dal ’97 al ’99 e, l’ultima, del 2012/2013, e per due volte gli ha dato il ben servito. O semplicemente perché, volente o nolente, a Roma Zeman ci ha lasciato il cuore.

Fatto sta che l’ultima stoccata proprio all’indirizzo della sua ex squadra è arrivata durante la trasmissione Mediaset condotta da Pierluigi Pardo “Tiki Taka” nella quale, rivolgendosi nello specifico al presidente americano della società giallorossa, ha dichiarato apertis verbis: “Pallotta? Capisce poco di Roma“. Ma Zeman, nonostante le sue espressioni notoriamente gnomiche, ha circostanziato la frase facendo un parallelo tra James Pallotta e Franco Sensi: “Non c’è da chiedere molto, io sono per Sensi, perché capiva di Roma, ci stava da tanto tempo. Pallotta invece ci capisce poco“.

Il 68enne boemo, volendo poi chiarire la sua posizione su Francesco Totti, sulla quale si era aperta in settimana anche una piccola polemica a distanza con Spalletti, è tornato sulla vicenda della gestione del capitano, visto che il nuovo allenatore della Roma lo aveva accusato di non avergli riferito nulla quando hanno parlato di Roma a tu per tu: “L’intervista in cui ho parlato di Francesco (“mi dispiace vederlo infreddolito in panchina”, queste le parole di Zeman) l’ho rilasciata dopo Juventus-Roma, mentre con Spalletti ho parlato il venerdì. Non due minuti prima, quindi… Ma non abbiamo parlato di Totti, Luciano mi ha chiesto alcuni consigli e io glieli ho dati, gli ho detto di mettere delle regole nella squadra“.

Infine Zeman non rinnega in alcun modo la lunga e duratura amicizia che lo lega a Totti: “A 39 anni ci arrivano in pochi a giocare, lui ci riesce ancora. Sente di avere ancora da dare e va gestito tenendo conto dell’età. Sono onorato di essere suo amico, a me ha dato tanto“.