L’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina della Roma ha davvero rivoluzionato tutto e non solo sul piano del gioco. Il tecnico toscano per la sua avventura bis in giallorosso ha raddrizzato la schiena a una squadra fatta di campioni ma ormai sul pericoloso crinale dell’insubordinazione. Senatori, gerarchie, infortuni, giocatori inutilizzati etc. avevano generato dissapori inconciliabili tra Garcia, società e tifosi. E i risultati latitavano. La sindrome era quella del gambero: per un passo avanti, se ne facevano due all’indietro. Ogni partita poteva essere motivo di accusa per allenatore e giocatori. Con Spalletti tutto questo è finito. O quasi.

Regolare che all’inizio si parlasse del nuovo trend di Trigoria: tutti in riga, tanto lavoro e punti da recuperare. Match dopo match la Roma, anche con un Dzeko a corrente molto alternata, è risalita in classifica grazie a una serie di vittorie convincenti. Lo spogliatoio ha riacquistato fiducia e autostima e anche il rapporto con i tifosi è in via di netto risanamento. Ma ora che la Roma, dopo la vittoria all’Olimpico nel big match contro il Napoli, vede il secondo posto (una cosa inimmaginabile fino a qualche mese fa), c’è un’altra minaccia che si sta affacciando dalle parti di Trigoria: il rapporto controverso tra Totti e Spalletti.

Per la Roma e i suoi tifosi, Totti è tutto. Più di un re e quasi un papa, tanto che con il pontefice attuale condivide anche il nome. Il fatto di averlo quasi estromesso dalla Roma per qualche sua esternazione non propriamente lusinghiera nei confronti dell’allenatore, rischiava di far naufragare ancora una volta il nuovo progetto AS Roma. Il pugno di ferro di Spalletti non è stata una mossa intelligente e Totti glielo ha fatto capire sul campo. Al di là delle parole, è su quel rettangolo verde che va misurato il tipo di linguaggio col quale il numero 10 giallorosso si esprime meglio. E il messaggio negli ultimi match, in particolar modo quello col Torino, è stato forte e chiaro.

Ma adesso Totti deve giocare la sua partita più importante con la società, che inizialmente gli aveva fatto capire di non voler rinnovare il contratto. Alla luce di quanto è successo nelle ultime settimane, e a ragion veduta, il rinnovo contrattuale è ormai un’esigenza reclamata a furor di popolo (giallorosso). A questo proposito c’è stato un incontro a Boston tra Baldissoni e Pallotta nel quale, oltre alla questione dello stadio, si è discusso di questo benedetto rinnovo che sembra s’abbia finalmente da fare, con Totti dispostissimo a guadagnare molto meno (circa 1 milione annuo) per poter giocare ancora un anno, meravigliare il suo pubblico per un’altra stagione e chiudere la carriera da grande e davvero longevo campione. Le premesse ci sono tutte, l’annuncio dovrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana.