È sempre bello leggere le interviste di Francesco Totti: il capitano della Roma non parla mai a caso e difficilmente dice qualcosa di banale. Anche l’intervista che ha rilasciato oggi a Julian Cardillo per GazettaWorld è molto interessante e contiene parecchi spunti di riflessione. In particolare, il capitano giallorosso fa capire di non apprezzare molto l’andazzo che ha preso il calcio moderno: «Forse è questa la differenza tra me e tutti gli altri. Non sono in tanti gli atleti che seguono il loro cuore. Scelgono di andare altrove per vincere e guadagnare di più, sono un po’ come dei nomadi. Se avessi pensato solo ai soldi avrei lasciato la Roma 10 anni fa. Avrei guadagnato di più di quanto faccio ora. Per me si tratta di altro, di passione, non di soldi», chiaro il riferimento sia a Miralem Pjanic che a Gonzalo Higuain, entrambi hanno lasciato i loro club di appartenenza per andare a guadagnare di più alla corte della storica nemica di Roma e Napoli, la Juventus. Totti ammette che gli è rimasto ancora un sogno da realizzare: chiudere la carriera con un trofeo, anche se sa bene che l’impresa non è affatto semplice. Ovviamente il fatto che non sia semplice, non vuol dire necessariamente che sia impossibile, ovvio.

Il capitano della Roma ammette che questa non sarà assolutamente una stagione come tutte le altre: sarà l’ultima da giocatore, a meno di ripensamenti suoi o della società. Totti compirà quest’anno 40 anni ed è tempo di bilanci, primo tra tutti quello riguardante la Roma, che non ha mai pensato realmente di lasciare. Il numero 10 giallorosso ammette che negli ultimi anni ha pensato qualche volta a come sarebbe potuta essere un’esperienza negli Stati Uniti, ma è rimasto solo un pensiero: per lui è davvero impossibile immaginarsi con un’altra maglia. Neanche in Cina, nuovo Eldorado del calcio moderno, si sarebbe trovato bene: troppo distante la mentalità orientale da quella di Totti: «E poi – ammette – il mio rapporto con la Roma è come un matrimonio».

È arrivato dunque il tempo di pensare al futuro, a quello che accadrà una volta appesi gli scarpini al chiodo. Un momento che i tifosi romanisti, ovviamente, non vogliono nemmeno immaginare. Nonostante la battuta di qualche giorno fa, Totti non sa ancora se avrà voglia di fare l’allenatore, non ci ha mai pensato seriamente. Certo è che ultimamente è rimasto affascinato dal cambiamento che hanno fatto alcuni suoi ex colleghi, passati dal campo alla panchina e dunque non è detto che magari, in futuro, anche lui si cimenti nell’esperienza. L’intervista prosegue poi toccando il tema della Nazionale: nessun rimpianto per Totti averla lasciata 10 anni fa dopo la conquista della Coppa del Mondo. A quanto dice non gli è mai mancata. In effetti il feeling tra il capitano della Roma e gli azzurri non è mai sbocciato del tutto, inutile nasconderlo. Ovviamente ha seguito gli Europei in televisione, resta comunque un tifoso dell’Italia, ci mancherebbe. Per quanto riguarda il futuro del calcio italiano, Totti è molto chiaro: «Lo sport è cambiato molto, ora al centro ci sono i soldi. I giocatori cambiano squadra più spesso, forse per fare più soldi. È più un fatto di affari che di passione. La gente va allo stadio per divertirsi e vedere un giocatore che sta sempre nella stessa squadra. Si aspettano che non li tradisca. Guardate quello che è successo ora con Higuain dal Napoli alla Juve. È un disastro. Però è del tutto normale ora che quando uno straniero arriva in Italia abbia la possibilità di andare in un’altra squadra per fare più soldi. È un problema di mentalità, non è che tutti gli stranieri sono Maradona».

La soluzione per Totti sarebbe quella di tornare al passato, dunque: massimo due o tre stranieri per squadra, in modo da poter valorizzare i talenti nostrani come meritano. Chiusura sulla speranza che hanno tutti i tifosi giallorossi: ma la Roma riuscirà mai a trovare un altro Francesco Totti? «Spero che la Roma possa trovare un nuovo Francesco Totti – ha detto il numero 10 giallorosso – . Non è facile, io ho fatto tanto. Ma Francesco Totti ci sarà sempre per aiutare la Roma a fare una grande squadra, anche se non ci sarà più lui in campo».