Inutile e deleterio affondare il coltello nella piaga e tuttavia a mente fredda, quella che sabato sera al Meazza è apparsa comunque come una sconfitta, a testa alta, del collettivo analizzata nei singoli episodi racconta di tanta fortuna da parte dell’Inter (una dose di “caso” che nell’economia di una partita tatticamente perfetta ci può pure stare) e un tiro non certo irresistibile da parte di Medel, autore del gol partita sul quale Garcia non ha trovato cero peli sulla lingua ad ammettere: “Quel tiro non lo ha fatto Johan Neeskens” con chiara allusione all’errore di Szczesny.

Il portiere polacco non ha avuto neanche troppe difficoltà ad ammetterlo, come quando in occasione della papera col Bate Borisov aveva dichiarato candidamente: “Un errore vero. Sono abituato a prendermi le mie responsabilità e dopo la partita di Champions ho detto a Garcia che era inutile parlare della prestazione della squadra visto quello che avevo fatto io“. Un errore che, come al Meazza con l’Inter, è costato punti pesanti.

Ora, alla luce dell’intervista rilasciata nel post-partita ai microfoni di Sky, è lecito cominciare a riflettere, come ha fatto per altro un articolo sulla Gazzetta dello Sport odierna, sul futuro (poco) giallorosso di Szczesny, arrivato a Roma con un prestito secco dall’Arsenal, senza opzioni: “In 9 mesi nel calcio può succedere di tutto, non so quindi cosa accadrà a fine stagione. Ma l’Arsenal è come la mia famiglia, se mi avessero detto un anno fa che avrei giocato a Roma non ci avrei mai creduto, ma il calcio è così. Devo ammettere che se i Gunners mi richiamassero gli direi di sì”. Al netto di qualche frizione più o meno dichiarata con Wenger: “Non è amore, ma neanche odio. Gli devo tanto, lui con me è sempre stato chiaro e mi ha spiegato perché non giocavo. Non è stato facile, ma ho dovuto accettarlo“.

Senza contare poi la sana concorrenza con il fino a pochi mesi fa titolare tra i pali della squadra capitolina Morgan De Sanctis: “mi aiuta tanto, imparo molte cose da lui, è stato fantastico con me fin dal primo giorno”, colui che un giorno, all’improvviso, potrebbe tornare in auge come titolare nella testa e nei piani di Garcia, al quale lancia poco velati suggerimenti: “per conquistare lo scudetto serve migliorare la fase difensiva. Io preferisco vincere 5-2 che 1-0, ma dobbiamo prendere meno gol così saremo più forti e solidi per il campionato. Le rivali? La Juve sta tornando, il Napoli è forte, l’Inter anche, a me piace molto la Fiorentina. È un campionato duro e io voglio fare del mio meglio per vincerlo”.

Le prossime due partite, contro il Bayer Leverkusen in Champions League e il derby con la Lazio in campionato, sono decisive per la Roma e, in tal senso, anche per il numero uno polacco, per riguadagnare un po’ di punti autostima smarriti via via nel percorso stagionale. Occasioni da non fallire se si vuol pronunciare ancora il sostantivo “futuro” in italiano.