Per pura e semplice scaramanzia occorrerebbe evitare certi discorsi ma quando si tratta di pensare davvero positivamente alla sospirata fine di un calvario, si vorrebbe essere tutti in prima linea ad annunciare la lieta novella di un ritorno che, al di là di facili retoriche, fa davvero scendere qualche lacrimuccia come il caso di Kevin Strootman, sceso nuovamente in campo 376 giorni dopo l’ultima partita ufficiale e, soprattutto, dopo tre interventi al ginocchio, l’ultimo dei quali nello scorso settembre.

A Trigoria, sul campo testaccio, ad assistere, insieme a un entusiasta Spalletti e lo staff tecnico e sanitario, c’erano anche 400 tifosi che da bordo campo inneggiavano cori all’indirizzo dell’olandese. Strootman ha disputato tutto il primo tempo del match tra la Primavera della Roma e quella dell’Avellino (17a giornata di campionato del girone C) andando anche a segno su rigore.

Sull’erbetta naturale del Testaccio, Strootman – con il suo abituale numero 6 – si è sistemato davanti alla difesa nello schieramento disposto dal tecnico Alberto De Rossi. Si avvertiva la sensazione iniziale di spaesamento data dall’aver perso un po’ la confidenza con spazi e ritmi della partita, ma poi il centrocampista giallorosso ha recuperato fluidità e senso della posizione. Probabilmente è mancato anche un po’ il rapporto con la fisica della palla poiché alcuni passaggi – in particolare qualche lancio – non sono stati dei più precisi e un tiro da fuori area è risultato totalmente sbagliato, ma Strootman col passare dei minuti ha testato anche la sua condizione fisica azzardando qualche contrasto.

Anche i compagni di squadra hanno accolto entusiasti la notizia del ritorno di Strootman con Nainggolan che al momento del rigore realizzato ha lanciato un tweet con il messaggio “Grande Kev”, mentre il tecnico De Rossi ha dichiarato a fine partita: “È ormai fuori dal tunnel e noi siamo felici di dargli una mano. Ha la voglia di un ragazzino e l’atteggiamento del grande professionista, ne ha passate tante e adesso non vede l’ora di tornare a giocare“. In previsione c’è ancora un altro match da disputare con la Primavera, prima della definitiva convocazione da parte di Spalletti, tra tre settimane, massimo un mese.