C’è naturalmente tantissima delusione e amarezza in casa giallorossa per una qualificazione, quella in Champions League, sfumata in malo modo dopo che la Roma aveva conquistato un pareggio importante nel match d’andata contro il Porto all’Estadio do Dragão dopo essersi complicata la vita con l’espulsione di Vermaelen. Uno sicuramente dei più amareggiati in assoluto e il tecnico Luciano Spalletti che nella conferenza stampa del fine gara ha dichiarato:

Abbiamo perso una partita importante che ci crea difficoltà altrettanto importanti nel ricreare un ordine, visto che è un risultato difficile da digerire per come è arrivato e per quelle che sono state le fatiche fatte per arrivarci. Abbiamo sicuramente sbagliato all’inizio nella gestione della palla, era quello che mi premeva e che mi ero immaginato perché la partita scorresse su binari corretti; e le mie scelte erano andate in questa direzione. Non ci siamo riusciti e loro sono stati bravi ad andare in vantaggio, poi quando ci stavamo riorganizzando siamo rimasti in inferiorità numerica e tutto è diventato più difficile.

Sul banco degli imputati sono finiti capitan De Rossi e Emerson perché dopo l’andata compromessa dall’espulsione di Vermaelen, la Roma ci è ricascata anche al ritorno, e in maniera ancor più grave, tanto da far tuonare il tecnico giallorosso: “Sì, sono ingenuità (quelle riferite naturalmente a De Rossi e Emerson) perché poi questo fatto qui di finirle in 11 le partite è stata una caratteristica nostra dell’anno scorso, perché non abbiamo mai dato modo al direttore di gara di farci cacciare i giocatori e ora non capisco come mai sia successo questo: si poteva essere più calmi in queste situazioni”.

Alibi no, da parte di Spalletti ma su qualche attenuante si può ragionare: “Agli spareggi ci siamo arrivati sicuramente non al meglio della condizione per via di quello che c’è successo con gli infortuni. Il disegno me l’ero fatto per gestire la partita e per quello ho scelto De Rossi come centrale, lui ci sa stare ed è molto simile per quello che può essere il suo futuro ruolo da mediano ma poi abbiamo sbagliato nella gestione della palla, abbiamo sbagliato dei palloni senza la loro pressione per nostre leggerezze e il Porto ha preso coraggio e tranquillità da quello“. E l’inevitabile mea culpa: “Noi ci siamo un po’ innervositi perché non riuscivamo a far girare la palla, poi è arrivato il gol e l’espulsione. Certo non si può rimanere in 10 nel primo tempo in due partite di preliminari di Champions League…“.