Anche la Roma, come tante altre squadre europee, è nel mezzo della sua tournèe americana. I giallorossi, guidati da Luciano Spalletti, hanno la sede di preparazione alla Harvard University,a Boston, città natale del presidente Pallotta. Il tecnico giallorosso nella notte italiana ha rilasciato alcune dichiarazioni ai media, spaziando tra vari argomenti, partendo ovviamente dalle sensazioni arrivate da questi due primi giorni americani: «Ancora devo prendere visione di tutte le componenti. Siamo arrivati ieri però in campo ci entriamo oggi, dobbiamo esaminare i vari particolari, le varie necessità che abbiamo le dobbiamo andare ancora ad incontrare. Come sempre la società avrà pensato a tutte le componenti che ci vogliono, perchè per noi questa fase è veramente importante, anche un po’ lunghina. Quando si ritorna in Italia, dopo il 5 agosto, dopo un periodo così c’è necessità di un break e poi si va subito nella situazione calda. Questo periodo serve per lavorare e tutte le componenti sono fondamentali».

Spalletti ha riabbracciato, finalmente, tutti i nazionali che a causa degli europei avevano dovuto necessariamente saltare la prima parte del ritiro a Pinzolo. Il tecnico giallorosso li ha trovati bene e in ottima forma, segno che tutti hanno svolto i cosiddetti “compiti a casa” durante le vacanze. Per quanto riguarda le aspettative che ha Spalletti su queste due settimane di ritiro negli States, l’allenatore è piuttosto chiaro: «Io parlavo prima di valori, di componenti: sono importantissimi i nomi dei calciatori però poi la qualità del lavoro vuol dire un punto, la qualità del gioco vale un altro punto, che la squadra abbia poi un carattere che abbia un intesa è un altro punto. Queste sono tutte cose che si mettono a posto in questo periodo qui. I discorsi e le recezioni devono andare in quella direzione. I giocatori devono sapere che lavorano in maniera seria c’è la possibilità di andare oltre quelle che sono anche le loro qualità, che sono importantissime».

Inevitabili, ovviamente, le domande su Manolas e su un possibile caso legato alla sua cessione: «Secondo me, soprattutto per voi che siete qui a contatto, diventa facile vedere che non ci sono pressioni. Le pressioni sono una cosa normale se così si vogliono chiamare. Manolas è un buon calciatore, così come ci sono altri buoni calciatori, e che vengano chiesti sul mercato può succedere, deve succedere. Le intenzioni del ragazzo sono talmente chiare, non ci sono pressioni. Parlare in questi termini vuol dire andare un po’ a creare dei fastidi che in realtà non ci sono. Manolas rimane con noi».

La Juventus nel fine settimana ha sostanzialmente comprato Higuain (manca ancora l’ufficialità, ma l’affare è concluso), ma secondo Spalletti i rapporti di forza nel campionato italiano non cambiano: «La Juventus diventa come prima, fortissima. Non capisco tutti questi discorsi. Quando sono state accontentate tutte le componenti in un calcio di questo genere qui, in un mondo dove poi bisogna andare avanti ed essere pronti a cambiare destinazione e biglietto, vuol dire chiudere una porta e aprirne un’altra. In questo caso la Juventus in precedenza ha venduto grandi giocatori e sono stati rimpiazzati, così anche il Napoli. E’ uguale anche la Roma, è stata “costretta” a fare delle cessioni: a volte avere un mercato vuol dire alzare le insidie che poi uno possa essere sul mercato. C’è da girare dei numeri e delle possibilità e la Roma si è sempre fatta trovare pronta in quest’ultimo periodo. La Juventus rimane fortissima che abbia Pogba o che non lo abbia, che abbia o meno Higuain».

Alla luce di quanto detto, la Roma se la potrà giocare per il titolo, secondo Spalletti? «Quando voi parlate di obiettivi tirate fuori dei limiti, siete voi che siete limitati. Noi le vogliamo vincere tutte. Se si parla di obiettivi si parla anche di limiti. Noi le vogliamo vincerle tutte. Poi c’è davanti un’altra squadra che usa le stesse componenti e che dà forza e attenzione. il Napoli ha fatto un grandissimo lavoro, è stata lì a contendere il primato con la Juventus fino in fondo e il suo lavoro è stato migliore di chi l’ha preceduto per quello che si è visto. Sono tutte cose che diventano fondamentali e anche loro le vogliono vincere tutte. Mettere dietro Milan e Inter non sarà facile, ripartire con quel marchio di gioco che avevamo l’anno scorso non sarà facile, bisogna ritrovarlo. Siamo tutti i giorni qui per dare continuità a quello».

Infine, chiosa su Edin Dzeko, grande delusione della scorsa stagione chiamato a un pronto riscatto: «Dzeko è uno di quelli che vuole riscattarsi, e che secondo me saprà darci il suo totale contributo. L’anno scorso è avvenuto in alcuni momenti, in altri no, però le sue intenzioni sono sane e belle da vedere».