Il pareggio per 2-2 al Sant’Elia contro il Cagliari, dopo la mancata qualificazione in Champions League, non ha entusiasmato (ed è ovviamente un eufemismo) per nulla Luciano Spalletti che di fronte alle occasioni della sua Roma si è prodotto in siparietti di folklorica disperazione davanti alla sua panchina. Pittoresco, istrionico, esageratamente teatrale ma sicuramente deluso per una squadra che riesce a dilapidare due gol di vantaggio (maturati grazie alle reti messe a segno da Perotti su rigore e Strootman) fino a un finale al cardiopalma contro – comunque – un Cagliari che quel punto casalingo se l’è ampiamente meritato, grazie al cuore, ai polmoni e un’organizzazione di gioco da grande squadra.

A fine gara è visibilmente insoddisfatto Spalletti che denuncia un calo di personalità nella sua squadra rispetto alla settimana precedente in occasione della sontuosa vittoria contro l’Udinese: “Sembra scarsa personalità: nel momento in cui è più facile gestire ci viene il braccino, non riusciamo a fare dei passaggi facilissimi, gli altri prendono coraggio e se sono bravi riescono a raggiungere l’obiettivo. La sconfitta con il Porto non dev’essere una scusa, per alcuni tratti siamo andati bene, per altri male, dobbiamo tornare a casa con questo risultato perché ce lo siamo meritato. Abbiamo fatto due strappi in cui potevamo vincere la partita dopo il pari, abbiamo fatto le cose che non ci riuscivano sul 2-1. Èanche difficile da spiegare: non ci riuscivano i passaggi a cinque metri. Non è certo una questione fisica, se sbagli quando la palla ce l’hai te. E se non riesci a fare le cose facili, quando poi diventeranno difficili sarà un problema“.

C’è poi un retroscena riguardo alla decisione di togliere la fascia di capitano a De Rossi per affidarla a Florenzi. Come spiegato da Spalletti non chiaramente una scelta definitiva: “La scelta di togliere la fascia di capitano a De Rossi? Siamo un gruppo unito, lo stesso De Rossi è d’accordo sull’avere un regolamento a cui attenersi tutti. La situazione dovrebbe andare avanti ancora per qualche partita, oltre a quelle in cui sarà squalificato. Gli ho parlato a quattr’occhi, prima di dirlo davanti alla squadra. Ma anche la prima ammonizione di Vermaelen nella gara di andata è una cosa che va pagata“.