Dopo due vittorie e un pareggio, percorso non straordinario ma neppure infamante, arriva anche la prima sconfitta stagionale per la Roma per mano (o meglio dire, piede, quello di Badelj nella fattispecie) della Fiorentina, al culmine di un match spettacolare giocato a gran ritmo, a viso apertissimo e senza un attimo di respiro, con rovesciamento di fronti continuo e un florilegio ininterrotto di occasioni da gol, anche malamente sciupate. Tanto che anche Luciano Spalletti nelle interviste del dopo gara ammette: “Quando abbiamo preso la partita in mano, dovevamo essere più cattivi: ci sono state tre o quattro situazioni importanti in cui dovevamo fare meglio. Nel secondo tempo siamo calati un po’ e abbiamo perso 3-4 palle facili come ci capita spesso: non siamo stati continui come nel primo. Però resta una buona prestazione, nonostante tutto. Quando si perde si portano a casa le sconfitte, ma non meritavamo di perdere: i professionisti della Roma hanno fatto il loro lavoro, poi nel calcio può succedere di tutto“.

In quest’occasione, quasi una rarità nelle ultime uscite della Roma, Il capitano Francesco Totti non è riuscito a incidere come gli stava capitando di fare. Brava la Fiorentina, e soprattutto attenta a non concedergli spazio e libertà di manovra, e bravi i difensori viola a capire sempre in anticipo le sue intenzioni. Qualche parolina il tecnico toscano invece la spende sulla prestazione di Edin Dzeko: “A volte gli manca la ferocia. Devo arrabbiarmi con lui? Qualche volta lo faccio e lui fa 3-4 minuti buoni, poi al quinto… “. Come a dire che qualche volta il bosniaco tende a perdere mordente.

Poi Spalletti si sofferma sugli episodi che dal suo punto di vista hanno condizionato l’esito del match, ovvero il rigore su Dzeko e il fuorigioco di Kalinic sul gol di Badelj: “Io li ho visti bene dal campo: il fallo di Tomovic su Dzeko è da rigore perché non è stato un contatto, ma una tranvata. Del gol, invece, hanno parlato i ragazzi nello spogliatoio: Szczesny ha detto che non poteva vedere la palla perché era coperto. Non c’è bisogno della lente di ingrandimento per capirlo: qualche calciatore ha raccontato che Rizzoli ha detto che Kalinic era troppo lontano dalla porta per poter disturbare Szczesny. Ma non è così“.