Alla fine non ce l’ha fatta la Roma a compiere quell’impresa che avrebbe avuto dell’epico, naturalmente in ambito sportivo. Però ci ha davvero provato a espugnare la fortezza Santiago Bernabeu per ribaltare il risultato dell’andata degli ottavi di finale di Champions League a favore del Real Madrid (0-2 all’Olimpico). Sarebbe servito molto iniziare subito con un gol ma sia Salah che Dzeko, che hanno avuto occasioni ghiottissime e irripetibili, non hanno trasformato in gioia il loro essere nel posto giusto al momento giusto. Serviva più precisione. Più cattiveria, forse.

E a Spalletti la cosa non è andata proprio giù perché, pur giocando bene e dominando a tratti i “galattici” respinge al mittente i complimenti di un giornalista mediaset a fine partita: ”Complimenti per cosa? Non si può che prendere atto della realtà, invece di rotolarsi in altri discorsi: Abbiamo perso per 2-0, gli altri sono discorsi. E io non partecipo ai rotolamenti“. E ancora: “All’andata ero convinto di poter lottare per questo passaggio del turno e se vogliamo fare un’analisi profonda probabilmente siamo anche stati bravi contro un Real non irresistibile. Possiamo anche farli i complimenti, se vogliamo: ma la realtà è che dobbiamo crescere come cattiveria, come convinzione. Siamo deboli: alla prima difficoltà non riusciamo a essere la squadra del livello che dovremmo avere“.

Eppure alcune attenuanti ci sono, oltre al gioco, come il fatto di aver dovuto rinunciare a Nainggolan e Rüdiger, e anche a Pjanic che ha accusato dolori durante il primo tempo ed è stato tenuto fuori durante il secondo: “Nainggolan da qualche parte lo avrei inserito se ci fosse stato, ma modulo e atteggiamento sarebbero stati questi. Probabilmente è vero, la partita di andata è arrivata troppo presto: essere tranquilli e soddisfatti di aver perso due partite 2-0 è una cosa che mi angoscia. Non voglio tirare dentro il lavoro di chi mi ha preceduto, che comunque è stato un buon lavoro: ognuno ha i suoi metodi. Ma bisogna prendere atto della realtà velocemente, altrimenti la strada è ancora più dura: non va bene, bisogna fare meglio. Bisogna fare dei balzi, non dei passettini in avanti, perché la Roma ha i giocatori per fare di più. Quando in spogliatoio vedo i volti tranquilli dei giocatori che aspettano di farsi fare i complimenti per la buona prestazione, mi viene un malessere difficile da spiegare“.

Ed è ancor più duro, Spalletti, nell’ammettere che dopo l’uno-due del Real temeva il peggio, menytre riaffiorano in mente tristi ricordi come la disfatta per 7-1 col Manchester United: “Stasera secondo me c’è andata bene. Dopo il primo e il secondo gol temevo uno di quei risultati che si ricordano, e io li ho già vissuti. Non siamo migliorati come forza mentale. Non ci rendiamo conto dell’occasione che abbiamo avuto questa sera: queste partite sono scorciatoie per importi all’attenzione mondiale, occasioni che ti danno più di 38 partite in campionato, e dovevamo giocarcele diversamente. Ora zitti, e torniamocene a casa“.