Ritorno non propriamente amaro ma quasi poiché le premesse esistevano tutte per il nuovo esordio del tecnico umbro sulla panchina della Roma dopo circa sei anni e mezzo dall’ultima volta ma il Verona ultimo in classifica ha rovinato la festa alle nuove nozze tra Spalletti e il club giallorosso. Consapevole che per tornare a parlare di “Roma di Spalletti” il lavoro da fare è tanto e duro, l’allenatore ex Zenit parla con serenità della sua nuova avventura, partendo dalla situazione di mercato che vede coinvolto Gervinho, un giocatore che, dato in partenza per la Cina, adesso servirebbe più che mai: “Per me è un giocatore importante – ha dichiarato Spalletti ai micorfoni di Sky Sport. Me ne servirebbero due come lui, Poi il mercato ha le sue logiche, ma io non lo venderei. Poi un giocatore può anche chiedere di essere ceduto“.

Dopodiché Spalletti si diffonde in maniera più analitica sul match, non nascondendo del rammarico per quanto successo in campo: “Non abbiamo fatto una grande gara. Il risultato è difficile da accettare, ma ci sono delle cose da salvare. Ho visto grande impegno e la squadra ha provato a fare quanto richiesto. I giocatori erano dispiaciuti negli spogliatoi, e questo è un segnale positivo. Dobbiamo ancora lavorare tanto“.

L’indiziato numero uno per l’insuccesso contro il Verona è Edin Dzeko, un giocatore faro per la nuova stagione della Roma che ora sembra brancolare nell’oscurità, in dichiarata guerra col gol. Ma Spalletti predica legittimamente ottimismo: “Quando si gioca in un grande club i periodi negativi vengono evidenziati. Su Dzeko è stato fatto un investimento importante e dobbiamo aiutarlo. È stato anche sfortunato in alcuni momenti della gara. Lui deve dimostrare di avere carattere“.

Altra scommessa momentaneamente persa per Spalletti è Castan, disastroso contro la difesa scaligera ed evidentemente ancora in ritardo di forma dopo il lungo infortunio: “Pensavo fosse la partita giusta per riproporlo: lui ha bisogno di fiducia che può acquisire soltanto giocando. Pensavo che una volta in vantaggio avremmo subito meno le ripartenze, ma così non è stato. Lui può dare una mano importante anche in fase d’impostazione, da dietro“.

Si è parlato tanto anche del mutamento di ruolo per quanto riguarda Pjanic, che Spalletti vede come regista, in posizione più arretrata rispetto all’assetto disegnato in precedenza da Rudi Garcia: “Mi sono trovato bene nella nuova posizione –  ha riferito il bosniaco. Gli automatismi devono ancora crescere, ma mi trovo a mio agio. La condizione fisica? Lavoriamo bene e tanto, l’intensità durante gli allenamenti è buona e anche oggi stavamo bene atleticamente: è un aspetto che non mi preoccupa. È solo una questione di fiducia: siamo entrati in una spirale negativa e dobbiamo lavorare assieme per uscirne“.