Alla vigilia di Roma-Sampdoria Luciano Spalletti, ricordando la pessima conclusione di partita vissuta a Cagliari, ha ammonito i suoi per aver dimostrato poca personalità. Anche contro la Samp si è vista una Roma poco autoritaria, almeno nel primo tempo, ma la risposta a tutto questo è un signore di 40 anni che di nome fa Francesco e di cognome Totti, perché dal momento del suo ingresso in campo è cambiato tutto: “Io di Totti ne vorrei 4-5, altrimenti la Roma non vincerà mai niente” ha affermato Spalletti nel dopo partita con la Samp, proseguendo: “queste giocate io le vedo ogni giorno, ma è chiaro che devono essere messe sempre in un ragionamento complessivo. Per me Totti se si allena come ora può continuare a giocare“.

È fin troppo evidente che al tecnico umbro dà fastidio pensare a una Roma ancora Totti-dipendente, e allora Spalletti cerca di tracciare un’analisi obiettiva del match: “Nei 25 minuti iniziali la Roma ha fatto la Roma, poi per 20 minuti la Samp ci è montata sopra ed è andata in vantaggio in maniera giusta e infine 50 minuti della Roma che doveva chiudere la partita prima. Detto questo, mi dispiace per Marco Giampaolo e per la Samp che gioca un buon calcio“. Dopodiché, torna ancora fuori il punctum dolens della Roma attuale, quello della personalità: “Alla Roma mancano dei leader che facciano vedere lo spessore del capitano. Il mio impegno è quello di far nascere qualcun altro che possa sostituire Francesco nei cuori degli sportivi. Ma se faccio questo, vi domando, è perché sono contro di lui? No, io di Totti ne voglio 4 o 5, se no la Roma continuerà a non vincere niente“.

All’inizio del suo intervento Spalletti si era scaldato molto nei confronti di chi aveva definito il rigore su Dzeko “molto generoso”: “Dzeko sul fallo prende una botta sul piede forte che gli allarga la gamba di 2o-25 centimetri e poi non è più coordinato (infatti perde equilibrio e cade, ndr.)” osserva il tecnico giallorosso, che poi prosegue in maniera molto tecnica: “Un calcio che gli allarga l’adduttore: questo è rigore netto. Dzeko stesso, poi, mi ha detto: mister, mi ha dato una botta, e forte. Quindi chi dice che non è rigore è di parte. Questa è una pedata, se ti fò una carezza è un contatto. E poi s’è parlato un anno intero di Dzeko che non cade mai e che in svariate situazioni dove lui vuole rimanere in piedi per tirare..”. Come dire “a buon intenditor…”.