Non è ancora la “Roma di Spalletti” anche se per 50 minuti di gara le assomiglia tantissimo, perché manca ancora la tenuta mentale ai giallorossi che dopo il duplice vantaggio, contro la Sampdoria rischiano di dilapidare le due lunghezze e, soprattutto, i tre punti invece fondamentali per avvicinarsi alla zona Champions, ora distante solo due punti, quelli che separano la Roma dalla Fiorentina, fermata sul pari al Dall’Ara contro il Bologna.

Tre vittorie consecutive sono comunque la conferma che qualcosa in casa Roma, dall’arrivo di Spalletti, è cambiato. Perché tre successi consecutivi in stagione i giallorossi non li avevano finora infilati, ma il tecnico umbro è consapevole che la strada sarà ancora lunga e complicata: “Due punti guadagnati in chiave Champions, ce li prendiamo e ce li portiamo a casa, magari vederci lassù è motivo di fiducia, ci dà brio“.

Il ritorno della Sampdoria e il conseguente calo di tensione e l’abbassamento del baricentro però sono motivi di preoccupazione da parte di Spalletti, che invoca molto pragmaticamente il “fattore C”: “Questa Roma ci dovrebbe spiegare cosa vuole fare perché quando ti convinci che abbia imboccato la strada giusta poi torna indietro. Avevamo approntato una vittoria gestibile, poi abbiamo preso gol e si è invertito tutto. Menomale che poi l’abbiamo vinta, alla fine si poteva anche pareggiare però ci vuole sempre un po’ di culo perché senza…“.

E, tuttavia, ci sono stati grandi momenti nel primo tempo e all’inizio del secondo nei quali la Roma, anche grazie a Florenzi e Perotti, ha dimostrato grande organizzazione di gioco e grande spinta: “Florenzi ci ha dato una mano importante a vincere con la Samp. Lui è sempre bravo in parecchie posizioni, e questo vuol dire che va a tappare i buchi lasciati da compagni che non fanno benissimo in quei ruoli“.

Ciò che proprio non è piaciuto a Spalletti è l’atteggiamento di spavento che la squadra ha assunto dopo aver subito il gol blucerchiato, abbassando in modo preoccupante il baricentro e allungando la squadra: “Sulla nostra linea difensiva eravamo molto lunghi. È venuta a mancare un po’ di fiducia, noi dovevamo stare più corti, non siamo stati abbastanza cattivi e incisivi. A livello psicologico ci intimoriamo e arretriamo andando addirittura in confusione“.

In conclusione, non può passare inosservata l’ennesima prestazione opaca di Edin Dzeko, un giocatore sempre più in crisi d’identità che, oltre a non trovare più il feeling con il gol, contro la Sampdoria, subentrato a Maicon al 66′, sembrava l’ombra di se stesso: “Finché si chiede sempre di lui – spiega Spalletti – avrà sempre difficoltà. Dzeko è un giocatore abituato a ricevere palla addosso, 2-3 volte l’ha ricevuta in questo modo, altre volte arrivavano lanci non precisi, però il suo atteggiamento in alcuni casi non va bene come quando si è fermato per un fallo subìto. Non è tranquillo ma ha delle qualità e cercheremo di sfruttarle“.