Con la vittoria a Udine per 2-1 contro un’Udinese fin troppo remissiva, almeno per tutta la prima frazione di gioco, la Roma non raggiunge soltanto l’ottava vittoria consecutiva in campionato ma consolida il terzo posto stabilendo una distanza importante – di 5 punti – sulle dirette inseguitrici Fiorentina, che stecca al Franchi pareggiando col Verona ultimo in classifica, e sull’Inter, vittoriosa al Meazza contro un buon Bologna. Certo, le due davanti sono ancora lontane perché i punti che dividono Juventus e Napoli (le quali continuano ad avere un ruolino di marcia impressionante) dalla Roma sono rispettivamente 8 e 5 punti, ma i giallorossi a nove giornate dalla conclusione del campionato hanno il dovere di crederci ancora.

Non si rimprovera di sicuro nulla da questo punto di vista Luciano Spalletti, perché al di là dell’eliminazione in Champions League, vede una Roma che sta diventando sempre più “sua”, con un gioco profondamente più efficace e convincente e una mentalità vincente: “I ragazzi hanno fatto una partita splendida – ha dichiarato il tecnico giallorosso nel post-partita di Udinese-Roma – soprattutto perché è arrivata dopo l’eliminazione dalla Champions che poteva darci una mazzata psicologica. La psicologia è un aspetto fondamentale nel calcio di oggi: siamo sicuramente dei prescelti e dobbiamo renderci conto di quello che è il nostro lavoro. Dobbiamo analizzare tutte le situazioni in profondità, dobbiamo mettere la testa dentro a quello che facciamo, capire che facciamo qualcosa che è più bello di molte altre. Oggi sono in pace con i miei giocatori, non li criticherò“.

In chiave campionato il tecnico toscano non la fa certo facile, consapevole di essere un po’ in una morsa con Juve e Napoli difficilmente raggiungibili e le inseguitrici Fiorentina e Inter da tenere a bada: “Dobbiamo tenere a distanza le squadre dietro – prosegue Spalletti - e questo lo possiamo fare solo continuando a vincere. La partita a Udine ha dimostrato che Dzeko non era un problema? No assolutamente. I ragazzi sono tutti dei valori aggiunti. Dzeko lo avrei fatto giocare comunque, altrimenti lo avrei perso. Lui è capace di queste cose e secondo me ne può fare altre. Se fai un filotto del genere vuol dire che la squadra lavora bene, tutti remano dalla stessa parte. Se mi aspettavo una Roma così bella? Ero curioso di capire da dentro la situazione, perché la squadra vista da fuori sembrava avere molte qualità e infatti i risultati degli ultimi anni con Garcia sono stati ottimi. Bisognava forse cambiare un pochino il modo di vivere questo club: i ragazzi l’hanno fatto con responsabilità e si meritano queste soddisfazioni“.