La sessione invernale del calciomercato si chiude lunedì 1° febbraio alle 23 e, come noto, sono ore decisive per tutti i club per definire tutte le operazioni in entrata e in uscita che, altrimenti, slitterebbero a giugno. Per quanto riguarda la Roma la questione sembrerebbe molto delicata in quanto il successo di una di queste operazioni, e nello specifico quella legata all’argentino del Genoa Diego Perotti, potrebbe addirittura decidere del futuro dell’attuale ds giallorosso Sabatini.

I pensieri del non più giovane Walter? Difficile entrare nella testa di una figura tra le più importanti del nuovo progetto “americano” della Roma, ma di certo c’è che il dirigente del settore sportivo del club della Capitale comincia ad avvertire come gravoso il peso di un ennesimo insuccesso se la Roma non dovesse approdare a nulla di concreto anche in questa stagione. E, da questo punto di vista, anche la mancata concretizzazione di un affare dato quasi per concluso settimane fa come quello di Perotti potrebbe pesare ulteriormente su una decisione importante come quella – sulla quale si vocifera da qualche giorno – di rassegnare le dimissioni da parte di Sabatini.

Il ds giallorosso ha ultimato ieri un’ultima operazione che consiste nella cessione di Mazzitelli al Sassuolo per 3 milioni, dopodiché è apparsa una data all’orizzonte: mercoledì 3 febbraio, entro la quale Sabatini, dopo un incontro di vertice fissato per quel giorno, potrebbe dare l’atteso annuncio delle proprie dimissioni. Le motivazioni ipotizzabili sono molteplici, oltre a quel senso di fallimento del progetto in essere già menzionato. L’esonero di Garcia (e prima ancora di Luis Enrique) come attestazione di tutto ciò. Il fatto di aver puntato su molti giovani che poi sono stati ceduti altrove senza che ne venisse valorizzato e prolungato un percorso interno. Tanti esempi di futuribilità disattesa. La sempre minor autonomia goduta nell’area di sua competenza, quella tecnica. L’ennesimo commissariamento voluto da Plalotta con la presenza di Alex Zecca a Trigoria. E, infine, Perotti. Per l’appunto.

I paletti eretti dall’Uefa con il Fair Play Finanziario costringono la Roma a “disfarsi” di Doumbia prima di ultimare l’operazione in entrata con Perotti con l’ivoriano che è stato rifiutato definitivamente dal Fenerbahçe ma che gode di estimatori in Premier League (Newcastle e West Ham su tutti), ma il tempo scarseggia e Marco Branca e Pantaleo Corvino, i probabili successori, rimangono alla finestra in attesa delle mosse di Sabatini e della società.