Generalmente, quando si arriva alla vigilia di gare come Roma-Real Madrid, in cui oggettivamente si può individuare una parte nettamente favorita sull’altra, il tecnico della squadra favorita ama giocare col maniavantismo, sottolineando la qualità dell’avversario e spronando i suoi a compiere un’impresa che comunque non lascerebbe cicatrici in caso di fallimento, vista la differenza di forze in campo.

Luciano Spalletti, nella conferenza stampa prepartita, non ha fatto nulla di tutto questo: per lui “non ci sono favorite, abbiamo il 50% di possibilità di passare il turno e non mi sorprenderei se alla fine fossimo noi a passare il turno“. Una convinzione che deriva dall’evidente crescita dei giallorossi mostrata nelle ultime settimane, e dalla considerazione che spesso è stato il lato psicologico a togliere il terreno sotto i piedi alla Roma in questa stagione.

Va anche detto che nelle ultime due stagioni la squadra allora allenata da Rudi Garcia ha rimediato delle memorabili batoste europee da Bayern Monaco e Barcellona, proprio a causa di un atteggiamento mentale e tattico troppo disinvolto, ma Spalletti – che ha pure lui sul groppone un drammatico cappotto subito a Manchester nel 2007 (7-1) – non teme il passato: “Anche io ho subito sconfitte pesanti, ma anche belle vittorie. Io voglio che la mia squadra faccia di tutto per vincere, bisogna avere il coraggio di osare, perché non ci si pente del risultato negativo ma del fatto di non averci provato“.

Tra le belle vittorie ricordate da Spalletti, quella più importante fu ottenuta proprio a spese del Real Madrid nella Champions League del 2007-08: “Sono due squadre diverse, quel Real Madrid aveva un gioco più avvolgente, questo è più cattivo e pericoloso nelle ripartenze“. E poi quello era ancora un Madrid pre-Ronaldo: “Cristiano è un giocatore moderno, ha velocità, fisico, tecnica e senso del gol. Ma non gli riserveremo una marcatura speciale“. Infine qualche notizia dall’infermeria, positiva per De Rossi e meno per Totti: “Francesco ha avuto dei problemi e non è partito per Modena, vediamo se riuscirò a convocarlo. Domani ci vorranno forza e corsa. Se sarà tra i 18 che porteremo in campo, potrebbe essere utilizzato. Daniele invece si è allenato regolarmente e ci sarà“.

In precedenza, Spalletti aveva reso un’intervista al quotidiano madrileno AS, mostrandosi decisamente meno diplomatico nei confronti del Pupone: “Io alleno la Roma, non solo Totti. Rispetto moltissimo la sua storia, ma io devo guardare ai risultati“. Ergo, Francesco si guarderà la sfida col Real Madrid dalla panchina, se tutto va bene.