Luciano Spalletti è carico e nella prima conferenza stampa ufficiale della stagione ne ha per tutti: da Totti al mercato, dai nuovi arrivi fino alle aspettative della stagione che sta per cominciare. Inevitabilmente i discorsi, soprattutto sul finire della conferenza, scivolano proprio sul Capitano giallorosso, alla sua ultima stagione con la maglia della Roma, con cui i rapporti fino a qualche mese fa non erano proprio idilliaci, come ha confessato Sabatini: «Chiedete a lui perché ha detto quelle cose sul nostro rapporto. E anche Pallotta può dire quello che vuole, ma Totti smetterà solo quando deciderà lui. E secondo me non sarà neanche quest’anno». La favola del Capitano potrebbe dunque allungarsi di un’ulteriore stagione, nonostante quello che recita il comunicato diramato dalla società, in cui si parlava esplicitamente di “ultima stagione”: «Ma a me il comunicato non interessa, ognuno ha il suo pensiero. E questa cosa qui se volete la dico a Pallotta ed anche ai parenti di Pallotta». Vedere il Capitano e l’allenatore schierati dalla stessa parte non può che essere una bella notizia per i tifosi della Roma.

E nonostante sia stato lo stesso Totti a parlare di “ultima stagione”, Luciano Spalletti rafforza il suo pensiero: «Lui deve smettere quando vuole, non lo posso decidere né io né voi (rivolgendosi ai giornalisti, ndr). Ed invece voi volete farlo smettere quest’anno, lo volete distruggere psicologicamente, preparandogli il ciondolino, portarlo in giro per i campi e per i musei. Ed invece lo deciderà il campionato quando vorrà smettere, se continuerà a fare quei numeri lì può giocare ancora. Ma ricordate che io guardo il campo e anche quando ha vinto tutto nella mia terza stagione della passata gestione, poi siamo arrivati sesti e non ha salvato la mia panchina».  Spalletti è un vero e proprio fiume in piena, specialmente quando si parla di Totti e del suo presunto dualismo con Dzeko: «Perché se segna Totti voi scrivete che deve andare via Dzeko? Perché vi fa comodo…». Eppure la conferenza era iniziata con ben altri toni, parlando proprio dello stesso Dzeko, che ha incontrato non poche difficoltà nel suo primo anno in giallorosso: «Lo scorso anno lo ho aiutato più di tutti, ora guardo quello che fa. La cosa fondamentale è che lui abbia la voglia di far parte della Roma. E se ce l’avrà davvero, per me lui è il centravanti titolare della Roma». Bastone e carota per l’attaccante bosniaco, che dunque è chiamato a una prova d’orgoglio. Quest’anno, per la prima volta dopo due anni , Strootman sta svolgendo la preparazione sin dall’inizio e potrebbe rivelarsi quasi un acquisto in più: «Ma senza caricarlo di troppe responsabilità. Lui è uno dei leader di questa squadra, ma avrà bisogno di un po’ di partite per tornare al massimo. Quelle dello scorso anno non bastano».

Ovviamente qualche parola è stata dedicata a Miralem Pjanic, passato ai rivali della Juventus nelle scorse settimane: «Sostituire Miralem sarà difficile, perché lui ha qualità nei piedi e nella scelta. La Juventus è stata brava a prenderlo, ora dovremo capire come sostituirlo. Ma il nostro obiettivo resta di competere con la Juve e con tutte le grandi». Qualche impressioni sui nuovi arrivi: «Alisson mi piace e anche se vogliamo tenere Szczesny, avere due grandi portiere è importante. Iturbe ha tante qualità da dieci, tra cui corsa, tiro e disponibilità, ma lo devo studiare sotto il profilo del pensiero. Paredes lo conosco, manca un po’ di velocità ma ha qualità importanti, come Federico Ricci. Gerson? Ha doti e qualità, ma dobbiamo creargli intorno l’ambiente giusto per crescere». Domani arriverà Juan Jesus: «Un giocatore di prima qualità tra quelli che la società vuole prendere. Ci mancano almeno due difensori, gente che sia duttile e che sappia giocare in più ruoli. Anche perché quest’anno dovremo essere bravi a giocare sia con la difesa a 4, sia con quella a 3».