La mentalità richiesta da Spalletti è – testualmente – quella della Juventus e ora, per la Roma, anche risultati e forma fisica sembrano proprio essere quelli della squadra schiacciasassi che si trova in vetta alla classifica perché i giallorossi a Udine contro un’Udinese un po’ dai due volti infila l’ottava vittoria consecutiva e sembra non volersi fermare più. Al 2-1 dell’Inter rifilato al Bologna risponde dunque la Roma con l’1-2 imposto alla squadra allenata da un Colantuono sempre più a rischio, sprofondata nei bassifondi della classifica, in un match che per certi versi ricorda proprio quello del Meazza contro i rossoblu con una prima frazione di gioco dominata e un finale nel quale la squadra avversaria si rifà sotto.

Mancano alcuni perni importanti nell’ossatura della squadra capitolina come Rüdiger (l’ex Stoccarda si è rivelato un acquisto a dir poco fondamentale per questa stagione) e Pjanic, che entrerà nel secondo tempo, ma la Roma parte subito a razzo e schiaccia l’Udinese nella propria metà campo. I giallorossi macinano gioco e azioni e gli bastano 15′ per confezionare il primo gol sull’asse Digne-Perotti (sempre decisivo)-Dzeko. Il centravanti bosniaco approfitta dello sbandamento difensivo dei friulani per depositare nella rete di Karnezis il gol del vantaggio. Sì, proprio lui,il giocatore sempre più atteso che questa volta risponde presente e sembra essersi studiato a memoria le movenze di Mandzukic in Juventus-Sassuolo di venerdì scorso per come si prodiga per la squadra anche in ripiegamento difensivo.

L’Udinese tenta di scuotersi ma è una sorta di k.o. tecnico anche se la Roma non riesce ad affondare il colpo come spesso le capita in questi casi. Ci vuole il secondo tempo per riorganizzare le idee per entrambe le squadre. Ai padroni di casa serve più peso davanti, e allora ecco l’ingresso di Duvan Zapata che ha il merito di tenere alto il baricentro della squadra e rendersi pericoloso dalle parti di Szczesny. Anche la Roma trova una certa difficoltà nell’amministrare il vantaggio, quindi giunge il momento di Pjanic cui viene affidato il compito di riorganizzare e gestire meglio il gioco e gli equilibri.

E proprio da una giocata del bosniaco subentrato a El Shaarawy nasce il gol capolavoro di Florenzi che, relegato nel ruolo di terzino, non ha mai smesso di spingere, imbeccato direttamente in area dove al volo, sull’assist di cartesiana precisione del compagno, scherza Danilo con una finta da paura e infila Karnezis per la seconda volta. Sul finale arriva la reazione d’orgoglio dell’Udinese che, approfittando di un malinteso difensivo giallorosso, manda in gol Bruno Fernandes con un diagonale senza scampo per Szczesny, ma per i padroni di casa è troppo tardi per suonare la carica.