In merito agli striscioni contro la madre di Ciro Esposito, il giudice sportivo ha deciso: la Curva Sud della Roma sarà chiusa per un turno. La squalifica sarà scontata nel prossimo turno casalingo, in programma contro l’Atalanta il 19 aprile. Alcuni tifosi della curva giallorossa, durante il match di campionato Roma-Napoli andato in scena sabato alle 12.30, hanno esposto degli striscioni molto offensivi nei confronti della signora Antonella Leardi (madre di Ciro Esposito), ingiustamente attaccata per – secondo il distorto punto di vista della Curva – aver cercato di lucrare sulla morte del figlio.

Queste le abominevoli e assurde frasi che torreggiavano fra gli spalti della Curva Sud dello Stadio Olimpico di Roma sabato pomeriggio: “Che cosa triste… lucri sul funerale con libri e interviste!”, “C’è chi piange un figlio con dolore e moralità e chi ne fa un business senza dignità. Signora De Falchi onore a te”.

Con “business” i tifosi incriminati intendono il libro “Ciro Vive”, scritto dalla madre in ricordo del figlio scomparso a causa delle gravi ferite riportate durante gli scontri che hanno preceduto la partita di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina dello scorso maggio. “Questo libro - ha spiegato la Leardi al Processo del lunedì su Raisporto - deve essere letto perché parla di un ragazzo che amava il calcio e la vita, che si metteva da parte i soldi per andare in trasferta  Una vita che gli è stata strappata in un modo assurdo. Contiene un messaggio d’amore, che dovrebbe essere letto non solo dai tifosi italiani, ma da quelli di tutto il mondo. Io invito i ragazzi che hanno esposto quelle scritte a venire con me negli ospedali oncologici, dove ci sono bambini che soffrono. Finché io sarò viva lo sarà anche Ciro. Se poi uccideranno anche me, tutto sarà finito. 

La mamma di Ciro ha anche fatto sapere dove andranno i soldi raccolti con il libro: “I proventi andranno all’associazione ‘Ciro vive’, che si muove già in tutto il mondo portando parole di serenità e di pace. Certamente i proventi saranno devoluti a vari ospedali e vari progetti. E in merito agli striscioni la signora Leardi ha dichiarato: “Quegli insulti li avevo già ricevuti su una pagina Facebook, mi erano familiari, credo che siano le stesse persone che hanno organizzato l’attacco vile di quel 3 maggio”.