Il difensore della Roma, Leandro Castan, ha ammesso che senza l’operazione al cervello al quale è stato sottoposto, avrebbe smesso di giocare. Una storia, quella del giocatore giallorosso, che ha commosso il mondo intero del calcio e che, fortunatamente, sembra evolversi nel migliore dei modi.
Castan, dopo il ritorno a casa dall’ospedale dov’è stato operato per la rimozione di un cavernoma dal cervelletto che lo faceva stare male, ora sta bene, ma il suo ritorno su un campo da calcio è ancora lontano: si parla almeno di due mesi di stop, ma quello che più importa è che ora la qualità della sua vita è migliorata molto.

La paura dopo Empoli-Roma

La rimozione di un cavernoma dalla testa è un intervento delicato e non privo di rischi, ma l’operazione è perfettamente riuscita. Ora Castan è a casa con la famiglia, ritornato da sua moglie che aspetta il terzo figlio maschio.
In un’intervista al Tg1, ha ammesso: “Dopo Empoli-Roma avevo le vertigini come se stessi in barca, pensavo fosse stanchezza, poi il giorno dopo il medico ha scoperto questo piccolo edema sul cervelletto – le sue parole – Con questo cavernoma non avrei mai potuto giocare, ho scelto di operarmi per dare l’esempio ai miei bambini. Quando mi hanno detto che non avevo più il cavernoma dopo l’operazione è stato il più bel giorno della mia vita”.

Un futuro tutto da scrivere

Ora, la parola d’ordine per Leandro Castan è una sola, futuro. Un futuro tutto da scrivere e nel quale non dovrà avere fretta. Passato il periodo buio, la luce arriverà: “Adesso sono ancora più innamorato di questa squadra e di questa città – conclude Castan – il mio sogno è vincere lo scudetto e siamo sicuri di essere sulla strada giusta”.