Nonostante le sconfitte di entrambe le contendenti al titolo di viecampione d’Italia, la Roma a San Siro contro il Milan e la Lazio nella gara casalinga contro l’Inter nella 35a giornata di Serie A, la corsa al secondo posto rimane serrata ed entusiasmante con giallorossi e laziali separati da un solo punto e il Napoli che a tre turni dalla conclusione del campionato è lì, subito a ridosso, a far sentire il fiato sul collo in questa rincorsa per l’Europa che conta. Per Roma e Lazio naturalmente è anche una questione d’orgoglio, di colori, di rivalità sportiva che va rispettata come tradizione prescrive, e anche i partenopei dal canto loro non vorrebbero lasciarsi sfuggire l’occasione di giungere come prima squadra meridionale mettendosi alle spalle i due club capitolini. D’altronde Benitez ha tutto l’interesse a conquistarsi la posizione inattaccabile di chi arriva a conseguire un’insperata qualificazione in Champions, oltre eventualmente a quella di chi vince l’Europa League.

Chiaro poi che l’ingresso in Champions League per Roma, Lazio e Napoli fa tutta la differenza del mondo poiché significa entrare davvero nell’Europa che conta i soldi, ovvero liquidità indispensabile per i bilanci e per affrontare il mercato nella più serena delle situazioni. La “stangatina” Uefa ad esempio per la Roma di 6 milioni di euro più la condizionale non è pregiudiziale però vale come monito per il triennio a venire. Con la mancata qualificazione in Champions i giallorossi si priverebbero di quel tesoretto necessario per tornare pesantemente sul mercato, visti i fallimenti di Iturbe (costato 28 milioni), di Gervinho (18 milioni), di Ibarbo e Doumbia che molto probabilmente non verranno riscattati, e assicurarsi realizzatori da doppia cifra garantita.

Per la Lazio, club finanziariamente virtuoso, l’ingresso in Champions significherebbe una bella pioggia di soldi per affrontare un mercato con la “m” maiuscola e una visibilità notevole in chiave di merchandising e di partnership sponsorizzative. Il modo più rapido e consistente per fortificare un progetto già credibile di suo per rilanciare i biancocelesti ai vertici nazionali e internazionali. E la differenza tra secondo e terzo posto significa avere a disposizione una liquidità di 40 (nel caso di terzo piazzamento) oppure 50 milioni circa, tra premio e introiti di vario genere (diritti tv, botteghino, etc.). Discorso analogo per il Napoli, club con un fatturato migliore di quello della Lazio e con un surplus derivante dal cammino fatto sinora in Europa League, un tesoro davvero cospicuo che arriverebbe nelle casse già pingui di De Laurentiis, al quale nulla vieterebbe di sognare un Napoli ultra competitivo in Italia e in Europa.