Roma-Lazio dell’8 novembre potrebbe passare alla storia dei derby capitolini per la clamorosa protesta dello zoccolo duro dei tifosi biancocelesti e giallorossi, pronti a lasciare la curva nord e la curva sud dell’Olimpico vuote per manifestare contro il Prefetto Franco Gabrielli.

Nell’occhio del ciclone, in particolare, la decisione di dividere le due curve in diversi sotto-settori con barriere poste accanto ai distinti e l’introduzione di misure amministrative (ovvero multe salatissime) per chi non rispetta il proprio posto.

Provvedimenti giudicati severi da entrambe le tifoserie. D’altronde, se l’intenzione del prefetto è quella di effettuare un giro di vite contro la violenza, la decisione di intervenire con nuove strutture nelle curve appare alquanto esagerata, visto che la maggioranza delle intemperanze nelle scorse stagioni è avvenuta all’esterno dell’impianto.

Scelta quella di Gabrielli che da un lato limita la libertà di chi vuol godere dello spettacolo sportivo e dall’altro non elimina il problema: chi vuol picchiarsi non si lascia certo dissuadere da nuove barriere all’interno dello stadio o da multe.

La protesta delle tifoserie

La curva Nord ha già ufficializzato la propria presa di posizione, mentre la Sud attende una mossa della società. ‘Non possiamo restare immobili davanti ad una società che non tutela i propri tifosi’, hanno scritto i supporter giallorossi.

La Nord ha inscenato una manifestazione analoga lasciando vuoto il settore in occasione della gara contro il Bologna, i ‘colleghi’ romanisti hanno fatto altrettanto quando i giallorossi di Garcia hanno ricevuto Barcellona, Sassuolo e Carpi.

Inscenare una protesta del genere in occasione di Roma-Lazio avrebbe tutt’altra ribalta: che ne sarebbe della partita in campo, senza quella giocata dalle tifoserie sugli spalti e fatta di striscioni, cori, sciarpate e coreografie? Una recita in un teatro semiivuoto. poco attraente.