Due cose sono infinite”, diceva un tipo di nome Albert, “l’universo e la stupidità umana, ma su quest’ultima nutro ancora dei dubbi”. È più o meno la stessa cosa che ho pensato io ieri sera,  durante Roma-Juventus, anche se l’oggetto era diverso: la classe di Francesco Totti e la piagnoneria di Antonio Conte (foto by InfoPhoto), con la prima che è senz’altro infinita e la seconda che temo proprio non lo sia.
Cosa si può dire di Totti che non sia già stato detto? Il gol con cui ieri ha abbattuto la Juventus capolista, il 224esimo gol in Serie A del capitano giallorosso, potrebbe essere anche il suo manifesto: coordinazione perfetta, capacità di calcio impareggiabile, potenza, coraggio, senso del momentum. Il più grande attaccante italiano degli ultimi 20 anni ha griffato indelebilmente anche la sua 19esima stagione da protagonista nella sua Roma, arrivando a un solo gol di distanza da Gunnar Nordhal; e non c’è nessuno che non creda che anche il Pompiere verrà presto superato. Là davanti resiste solo Silvio Piola, a quota 274: forse troppi, forse no.
Il lato oscuro della luna, come spesso accade, è rappresentato dalla faccia paonazza di Antonio Conte. Spiace scrivere così spesso di lui, ma d’altra parte se le cerca. Delle lagnanze sul presunto calendario anti-Juve avevamo già parlato in precedenza, alla prima avvisaglia diciamo. Pensavamo fosse finita lì e invece no, Conte ha voluto tornare sull’argomento. Troppe tre partite in sette giorni. Non è giusto. La Juve merita un trattamento speciale.
Ora, avevo già ricordato a Conte che l’anno scorso il Milan si trovò a fronteggiare questo calendario:
mercoledi 28/3: Milan-Barcellona
sabato 31/3 (ore 18): Catania-Milan
martedì 3/4: Barcellona-Milan
Sono tre partite in sei giorni, non in sette, due delle quali contro il Barcellona (non, con tutto il rispetto, il Celtic Glasgow). E, mi pare, la Juve fu ben contenta di approfittare del calo fisiologico del Milan, che pareggiò a Catania e subito dopo perse in casa con la Fiorentina (il 7 aprile, per un totale di quattro partite in dieci giorni), coi bianconeri che si portarono da -4 a +1 in classifica.
Se questo non bastasse a smascherare l’ennesimo piagnisteo di Chiagne e Conte, ecco che un amico mi ricorda un pregevole commento del nostro, risalente alla scorsa stagione, quando era la Juve a non giocare le coppe:
Quando parli di Europa, io non posso che rosicare e invidiare chi partecipa alla Champions League. Ogni tanto sento qualche allenatore che dice ‘Eh ma la Juventus non ha le coppe’. Ma dunque perché non smettono già quest’anno di lottare in campionato per la qualificazione all’Europa? Così l’anno prossimo nessuno partecipa alle coppe e ci partecipiamo noi. È un invito che faccio a chi dice che la Juventus è avvantaggiata dal non partecipare alle coppe. A questi allenatori dico: ma chi ve lo fa fare a qualificarvi per le coppe! Faccio un appello: non vi qualificate per la Champions, così ci andiamo noi e ci andiamo contenti. No?”
Eh, appunto. No?