La polemica in casa Roma, un po’ come la rabbia e lo sconcerto dei tifosi giallorossi, non si è certo placata dopo il pareggio per 1-1 all’Olimpico contro il Milan nell’ultima giornata del girone d’andata della Serie A. Questa volta però, nella sorpresa di tutti è proprio il tecnico Rudi Garcia a lanciare un j’accuse sostenendo che l’organico della Roma evidenzierebbe seri problemi per quanto riguarda la condizione fisica e il caso De Rossi (anche se non specificamente indicato dal francese) sarebbe emblematico.

Un dato però risulta lampante dalle parti di Trigoria dove gli infortuni muscolari avvengono a ripetizione: ben 15 dall’inizio della stagione, ovvero da quando la squadra, a livello di staff tecnico (preparatori e medici) è stata “commissariata” dalla dirigenza. Ma James Pallotta non ci sta e tuona in videoconferenza direttamente dagli States: “La condizione atletica è buona e questo è un fatto – parole riportate dal Messaggero -. Penso che alla squadra manchi la mentalità vincente. La partita contro il Milan mi ha disgustato“.

Parole durissime da parte del presidente della Roma che fanno da preludio a un ennesimo confronto con Sabatini, Baldissoni e Zanzi per decidere sul futuro del club. Ora, ed è ufficiale, il dg Baldissoni è partito per Miami dove a breve avverrà un summit proprio con Pallotta, anche se ufficialmente la motivazione risulterebbe “per questioni legate al progetto del nuovo stadio”. Fino ad ora il ds Walter Sabatini si è imposto per cercare di salvaguardare il posto di Garcia, ma evidentemente numeri impietosi come quelli che segnalano una sola vittoria nelle ultime dieci partite non possono non far traballare in maniera altamente sismica la sua panchina.

Una situazione oggettivamente critica, non tanto – ancora – per la classifica, che vede la Roma comunque ancora non troppo al di fuori dalla corsa scudetto, al quinto posto e a 7 punti dalla vetta (occupata dalla capolista Napoli a 41 punti), quanto per gioco e risultati, ovvero per un’identità di squadra che sembrerebbe scomparsa. Una rivoluzione adesso sarebbe davvero difficile da concepire, ma la dirigenza esige una svolta. E martedì 12 gennaio, al ritorno di Baldissoni dagli Stati Uniti, potrebbe essere clamorosa.