Alla vigilia dei suoi 40 anni scoppia un nuovo putiferio su Totti. A prenderne stavolta le difese Ilary Blasi, che si scaglia pubblicamente contro tecnico e presidenza romanista.

“CACCIATO DA CASA SUA”

La compagna storica del numero 10 giallorosso prende posizione, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, sull’allontanamento di Totti dello scorso 21 febbraio prima della partita col Palermo: “Io di calcio non capisco nulla, ma è stato surreale. Fantascienza, non ci potevo credere. È stato cacciato da casa sua, scrivetelo. Questa cosa non si fa. Io non lo avrei mai fatto, non mi sarei mai permessa una cosa del genere. Appena tornò gli dissi: ‘Stasera si va allo stadio, dobbiamo essere là’. L’ovazione? In quei momenti i tifosi c’erano, non lo hanno abbandonato”.

“SPALLETTI UN UOMO PICCOLO”

Parole taglienti contro Spalletti: “Le scelte calcistiche sono opinabili ma non si discutono, di quello non mi impiccio, però forse avrei qualcosa da ridire a livello umano, sulla persona. Nell’intervista alla Rai, che fece tanto scalpore, si capiva che Francesco chiedeva solo rispetto, ed era giusto. In quel momento non glielo stavano dando. Non critico la scelta tecnica, critico il comportamento umano, e Spalletti è stato un uomo piccolo. Punto. È la verità. Lui a parole ha detto anche delle cose stupende, ma a parole. Invece lo subisce… In un momento così difficile nella vita di un ragazzo che sta attraversando un passaggio importante, c’è modo e modo per comportarsi… Certo che si poteva essere più delicati e Spalletti sicuramente non lo è stato, non l’ha saputo guidare in un percorso umano. Io le persone le giudico anche da questo. Quindi voto basso, molto basso”.

PALLOTTA E IL FUTURO

Giudizio negativo pure su Pallotta: “Diceva che il corpo di Totti non fa più ciò che la mente dice? Famme sta’ zitta, se no succede un casino… Mi verrebbe da dirgli: ‘Però anche la mente deve ragiona’ prima de parla’…”. Con i Sensi aveva un altro tipo di rapporto, era un figlioccio, ma quella era una conduzione più familiare, mentre questa più imprenditoriale”. E in quanto al futuro del marito: “Per lui si sta per chiudere un ciclo, siamo giunti quasi al capolinea. Non solo perché finisce di giocare al calcio – se non è questa stagione, sarà la prossima – ma perché dovrà iniziare un’altra vita. Certo, quella adrenalina lì sarà difficile ritrovarla… Ma se va in depressione uno come lui, ‘je meno’. Se l’è goduta abbastanza. Francesco in questi anni ha pensato solo a giocare, adesso deve prendere in mano le redini di ciò che si è creato. È più consapevole che sta per cominciare la vita da grandi”. Ma nel frattempo passerà ancora un po’ di tempo sul campo: “Fino al 2018? È una cosa che deve sentire lui. Se non fosse più a proprio agio, sarebbe il primo a deporre l’ascia di guerra. È intelligente. Anno più anno meno, ci siamo. E se andasse all’estero certo che lo seguirei. Usa o Arabia, è uguale, tanto sarebbe per poco tempo”.