Giornata campale quella di ieri per Mauro Baldissoni, direttore generale della Roma. Il dirigente giallorosso ha dovuto rispondere agli interrogativi che gli sono stati posti nel corso dell’assemblea degli azionisti.

Tra gli argomenti, il ruolo di Pallotta, accusato di fare orecchie da mercante davanti alle richieste degli azionisti, l’operato di Sabatini e le perdite d’esercizio.

James Pallotta

Gli azionisti considerano l’americano troppo lontano dalle cose di Trigoria, così come non convincono la gestione della faccenda stadio e le recenti campagne acquisti.

Pallotta sta lavorando per il bene della Roma’, ha assicurato Baldissoni ‘In questo momento è più a suo agio nel lavorare da lì, ma presto arriverà’.

‘James Pallotta sta pensando a società, squadra e ad altri progetti come lo stadio’, la risposta di Baldissoni ha chi gli ha chiesto la situazione rispetto all’impianto dopo le dimissioni di Ignazio Marino.

Agguerriti gli azionisti nel chiedere notizie rispetto all’operato del direttore sportivo giallorosso Walter Sabatini. Anche qui, però, Baldissoni ha avuto la risposta pronta.

‘Il lavoro di Sabatini ha generato plusvalenze per 190 milioni di euro. Le perdite? Partecipiamo alla Champions League, è logico investire nei compensi dei giocatori che rappresentano la maggior parte dei costi. Se non avessimo partecipato a questa competizione, questo tipo di spese sarebbero state più contenute’.

I soci hanno voluto vederci chiaro anche in alcune scelte di mercato di Sabatini, in particolare quelle di puntare su tutti calciatori giovanissimi e d’attacco come Gerson,Mendez e Ponce.

Alla fine Baldissoni ha strappato la fiducia degli azionisti. Un successo forse più importante di quello ottenuto a Firenze e che è valso il primo posto in classifica.