Alla luce del risultato a dir poco deludente maturato all’Olimpico contro il Sassuolo, un match assai complicato per la Roma che pareggia per 2-2 essendo stata per ben due volte in svantaggio, il tecnico giallorosso Rudi Garcia, oltre a un sacrosanto riconoscimento di merito nei confronti di una degna avversaria come la squadra allenata da Eusebio Di Francesco, ammette gli errori commessi e professa il suo “mea culpa”, a cominciare da un turnover, in questo caso, eccessivamente praticato: “Nel primo tempo non abbiamo fatto le cose previste. Sul piano difensivo siamo stati brutti, lo dobbiamo dire. Sapevamo che tornare al campionato sarebbe stato complicato, senza pressing, gioco e intensità è tutto più difficile. La cosa strana è che fisicamente stava meglio chi ha giocato mercoledì rispetto a chi è entrato fresco“.

Per alcuni era un ritorno dopo tanto tempo, mancavano di ritmo partita – prosegue il tecnico transalpino -. Queste cose vanno trovate in allenamento, non è possibile questo squilibrio sul piano fisico. Comunque nella ripresa abbiamo visto una Roma più di qualità e abbiamo sfiorato la vittoria“. Poi, qualche parola su Iturbe che non ha preso bene la sostituzione e ha lasciato il campo dando un calcio alla panchina al momento dell’uscita: “Chi esce deve rispettare chi entra. Quando uno è titolare deve fare una bella partita, e non è il suo caso, come per tutta la squadra che ha giocato male nel primo tempo“.

Dopodiché Garcia rivolge, inevitabilmente, un pensiero a quel grande campione e leader, Francesco Totti, che alla soglia di 39 anni è ancora lì a segnare e a guidare la Roma dopo 23 anni di onorata militanza e il gol numero 300: “Un numero incredibile, ma che anche lui avrebbe voluto festeggiare con una vittoria“. Festeggiato idealmente con la famiglia di Totti, la moglie Ilary e i figli Cristian e Chanel, che in tribuna indossavano la maglietta con la scritta “Grazie papà” davanti e “300″ dietro.