Cinque giornate di campionato e a Trigoria è già tempo di resa dei conti che, nella loro precisione aritmetica, sembrano non tornare nel pallottoliere un po’ particolare dei vertici della società, quello che confronta su un piano cartesiano la posizione di classifica infilando sulle ascisse la serie di risultati fin qui ottenuti e sulle ordinate gli investimenti fatti durante l’estate del fantamercato e la relativa voce degli esborsi per gli ingaggi più alti della Serie A (allenatore escluso) dopo la Juventus: 113 milioni di euro.

La Roma è attualmente nona in classifica in coabitazione con l’Atalanta a 8 punti, 7 in meno dello scorso anno e dell’Inter capolista. Otto punti frutto di due vittorie, due pareggi e una sconfitta, arrivata nell’ultimo turno a Genova contro la Sampdoria. Durante lo scorso anno, oltre ovviamente a Garcia, eterno capro espiatorio di una società ondivaga ma – almeno – ferrea nei propositi, lo staff medico e dei preparatori e il parco attaccanti sul banco degli imputati. Per questa nuova stagione allora nuovo staff tecnico (medico e dei preparatori atletici) e reparto offensivo quasi integralmente rinnovato, e tecnico “commissionato”.

Garcia ritenuto inamovibile, anche perché forse esonerarlo costerebbe troppo e minerebbe alla base il lavoro e le prospettive finora messi in campo. Lo ha ribadito Sabatini al popolo giallorosso dopo la sconfitta del Ferraris confermando alla lettera le parole dell’allenatore: “Se giocheremo sempre così, vinceremo tante partite“. Adesso c’è bisogno di serenità nell’ambiente, di tanto lavoro e di unità d’intenti perché la situazione è “aurorale” e cinque partite sono poche per cominciare a emettere sentenze.

Ripartire dal Carpi, ovvero un match abbordabile sulla carta, sabato potrebbe essere quella boccata d’ossigeno di cui la squadra ha bisogno ora, ovvero macinare punti ad ogni costo, al di là di gioco ed estetica, perché – come noto – vincere è sempre la migliore delle cure quando si è malati di risultati. In questi tre giorni spesi per preparare il match contro l’undici di Castori che ha nuovamente tarpato le ali al Napoli di tempo ce n’è poco per cominciare a fare quadrato su quei meccanismi offensivi che hanno visto spesso le tre punte del tridente agire da soliste, ma bisognerà cominciare seriamente ad affrontare il problema.