Qualificazione massimamente sofferta agli ottavi di finale di Champions League per una Roma che beneficia più del risultato della sfida parallela alla BayArena tra Bayer Leverkusen e Barcellona conclusasi col pareggio per 1-1 che per meriti propri, visto che il Bate Borisov è stato in grado di creare più di un grattacapo alla squadra di Rudi Garcia il quale però, un po’ in risposta ai fischi di fine gara da parte dei suoi tifosi, afferma seccato: “La squadra ha fatto di tutto per segnare e vincere, ci sono stati 24 tiri in porta. Certamente potevamo fare meglio, ma alla fine ci siamo qualificati e in questo momento, con questo ambiente negativo, aver superato il girone è un messaggio ancora più forte“.

Poi il tecnico francese, ai microfoni di Mediaset Sport, puntualizza anche su qualche legittima attenuante: “Potevamo fare meglio ma una squadra che fa 24 tiri in porta non è una squadra che gioca male o che crea poco. Non serve ricordare i giocatori che abbiamo in infemeria, ma la panchina oggi era corta sul piano offensivo, a parte Mohamed Salah non c’era nessun altro. Edin Džeko ha chiuso la partita con i crampi e non potevamo cambiarlo“.

Garcia, ribadendo a chiare lettere l’importanza fondamentale della qualificazione, confida comunque nell’arco a sua disposizione per ricalibrare assetti e correggere difetti di una squadra che allo stato attuale delle cose non brilla particolarmente nei vari reparti, evidenziando diversi limiti nelle due fasi, e soprattutto nella tenuta mentale: “Fino all’ultimo abbiamo provato a segnare e abbiamo tenuto un buon equilibrio, visto che sapevamo che il Leverkusen non stava vincendo. È il primo obiettivo della stagione che abbiamo centrato. Siamo contenti, soprattutto perché a febbraio avremo altre forze e vivremo un altro momento. Volevamo vincere e nient’altro. Non l’abbiamo fatto ma sapevamo che c’era un altro risultato utile. Alla fine il pareggio ci è servito“.