Torna a parlare Rudi Garcia dopo quelle ultime parole pronunciate in conferenza stampa alla fine del campionato sull’impossibilità di raggiungere la Juventus, quelle esclamazioni che avevano l’amaro sapore della resa e che così poco erano piaciute a Pallotta, Sabatini e naturalmente il popolo giallorosso tanto da aver rischiato letteralmente il posto da allenatore dopo una stagione a dir poco complicata. Invece rieccolo Garcia comunicatore 2.0, ovvero dopo i due epic fail che hanno caratterizzato il suo modo di porsi di fronte ai microfoni della stampa e, conseguentemente, dei tifosi: quello appena ricordato e l’episodio in cui pronosticò spavaldamente la vittoria dello scudetto. L’occasione è quella del ritiro di Pinzolo dove l’atmosfera è più distesa e si respira aria nuova, più serena, di buon auspicio per la stagione 2015-2016 alle porte.

Allora ecco che il tecnico francese si fa più cauto e attento nel misurare il suo discorso: “La Juventus è sicuramente la favorita e ci servirà una stagione perfetta e che loro mollino l’obiettivo finale per poter vincere da outsider“. Insomma, da protagonisti a outsider la distanza è netta, ma occorre chiarire che la Roma è di fatto da due anni la seconda forza del campionato e ha l’obbligo di provarci fino alla fine.

Garcia chiarisce da subito la sua posizione su Darcy Norman e Ed Lippie, i due preparatori voluti dallo staff dirigenziale in sostituzione del precedente responsabile Rongoni, ritenuto uno delle cause della pletora d’infortuni occorsi nella passata stagione, affermando di non sentirsi delegittimato: “Ed (Lippie, ndr) lo conoscevo, è venuto spesso l’anno scorso e ho scoperto in Darcy (Norman) un uomo di buon senso. È una persona che ha delle certezze ed è uno che cerca di spiegare ai giocatori perché facciamo determinate cose. Sui cambiamenti del mio staff avevo già parlato col presidente a gennaio per chiedere di migliorare la squadra, le strutture e le persone che lavorano per il bene del gruppo. Chi c’è stato nel passato campionato non deve aver fatto poi così tanto male essendo noi arrivati secondi: ma la scelta è stata collegiale, come facciamo in ogni aspetto, e serviranno questi profili di grande qualità per avere una stagione con meno infortunati. Penso – conclude l’allenatore – che le cose andranno molto meglio senza il mondiale durante l’estate, e la Coppa d’Africa a gennaio“.

La voglia e, ancor meglio, l’esigenza da parte di Garcia è quella di voltare pagina e guardare avanti senza rischiare di fossilizzarsi su scelte ed errori del passato e su ipotetiche decisioni che avrebbero potuto condurlo via dalla capitale: “Oggi siamo davanti ad una nuova stagione e io sono sereno perché non è cambiato nulla da quando sono arrivato. Non sono né più debole, né più forte, ognuno lavora con un ruolo ben preciso e con le proprie responsabilità. Il gruppo è lo stesso, eccezion fatta per Iago Falque che ha qualità importanti e che ci aiuterà molto essendo un calciatore di quelli che piace a me. Arriveranno nuovi giocatori perché la società lavora per migliorare la squadra, ma senza fretta: mi sento spesso col presidente e col direttore sportivo e avremo una squadra competitiva che verrà rafforzata in tre ruoli precisi in cui siamo alla ricerca di profili di alto livello“.  Il tecnico non è sceso sullo specifico ma risulta chiara la volontà della società di puntare su un terzino di ruolo e su uno o due attaccanti di grande livello, una volta sfoltito il reparto.