Il gol di Alessandro Florenzi, che per una sera ha fatto il Messi della situazione, nel big match dell’Olimpico tra Roma e Barcellona di Champions League non è stato “solamente” un capolavoro di inusuale precisione balistica (quasi incrocio dei pali da 56 metri e da una posizione del tutto angolata) ma ha rappresentato anche simbolicamente la rete di una squadra decisa a non arrendersi contro la corazzata blaugrana, riequilibrando immediatamente le sorti di un match che, in seguito al vantaggio catalano firmato da Suarez, avrebbe potuto deflagrare di occasioni a ripetizione visto che il Barça continuava imperterrito nell’offensiva, determinando un passivo ben più pesante nel solo primo tempo.

Etica, se così si può dire, dunque, ed estetica per il piacere e il godimento artistico di un gol da cineteca per tutti i tifosi romanisti e del calcio in genere. Una rete che ha avuto l’indiscusso valore psicologico di tenere unite le fila dei giocatori giallorossi, di dare speranza a una compagine presa in una situazione di oggettiva inferiorità a livello di gioco e di qualità in generale, giunta in un momento per l’appunto decisivo del match nel quale i catalani stavano estendendo il loro predominio territoriale e nel controllo pressoché assoluto della partita. Certo che anche Ter Stegen ci ha messo del suo lasciandosi sorprendere immotivatamente fuori dai pali, cosa non nuova per il giovane portiere tedesco visto che non più lontano di un mese fa aveva subito una rete dall’Athletic Bilbao nella finale di Supercoppa Spagnola infilato ancora una volta colpevolmente fuori dai pali (in quell’occasione addirittura fuori dalla propria area).

Florenzi ai microfoni di Mediaset Premium ha poi voluto immortalare con queste parole la sua magica notte: “L’ho combinata grossa? Dai non ho fatto danni. Gol importante perché ha portato un punto. È stato un grande gol – ammette dopo la modestia iniziale – la mia faccia si è vista dopo che la palla è entrata, mi ero messo le mani sul viso. Sono emozionato perché rivedo ora cosa ho fatto, non mi ero reso conto dove ero. Non potevo passarla a Edin (Dzeko, ndr) e ho pensato: al massimo sarà rimessa dal fondo…” .