Nella serata degli ottavi di finale di Coppa Italia all’Olimpico tra Roma e Empoli vinta dalla squadra giallorossa per 2-1 dopo i tempi supplementari a tenere banco non è tanto lo spettacolo o, per meglio dire, l’anti-spettacolo mostrato dai padroni di casa – complice un comparto difensivo a dir poco deficitario – in un match dalla qualità dei contenuti calcistici ai minimi termini, quanto le inevitabili polemiche sul rigore assegnato dal direttore di gara Di Bello per (presunto) atterramento in area di Paredes da parte di Zielinski.

Il penalty, trasformato poi da De Rossi, manco a dirlo, è decisivo ai fini del risultato e consente alla Roma di passare il turno contro un Empoli che, dopo la sontuosa prestazione al Castellani contro l’Inter in campionato, si dimostra squadra ostica e tenace. Riguardo all’episodio in sé, non occorrono ermeneutiche gadameriane per stabilire che la scelta arbitrale è nettamente inadeguata, non c’è proprio l’adito per le interpretazioni. L’intervento di Zielinski è in netto anticipo sul trequartista argentino e va direttamente a colpire la palla togliendola dal raggio d’azione spazio-temporale di Paredes. Il professionismo dell’arbitro Di Bello non gode neppure delle attenuanti della velocità d’esecuzione dell’intervento: è lì a due passi, non può non essere sincronizzato sui movimenti dei due giocatori.

Naturalmente le opinioni dei due tecnici Garcia e Sarri ai microfoni nel dopo partita divergono in maniera assoluta, trascinandosi dietro le due tifoserie che hanno avuto modo di scatenarsi in una ridda di polemiche e contro-polemiche nella nottata internettiana condita dalla solita messe di insinuazioni dietrologicamente capziose. Garcia fa appello alla pericolosità “a prescindere” dell’intervento del polacco, “giustamente sanzionabile“. Il tecnico napoletano invece, scomparso nei minuti finali del match dal campo per infilare il tunnel che conduce negli spogliatoi e poi riemerso dopo le dichiarazioni dell’allenatore francese, precisa che non c’è alcun bisogno di commenti quando un intero stadio oltre al vasto pubblico di telespettatori può assistere alla verità in diretta.