Non sarà stato di certo il match decisivo e definitivo quello tra Roma e Fiorentina all’Olimpico, poiché bisogna considerare ancora ben 10 partite nel countdown per la conclusione del campionato, però con la vittoria – per altro larghissima (un 4-1 che lascia poco spazio alle interpretazioni) – sulla Viola i giallorossi non mettono soltanto la freccia sulla diretta avversaria ma stabiliscono un’attuale gerarchia di classifica difficilmente immaginabile solo un mese e mezzo fa. Con l’avvento di Spalletti sulla panchina della Roma è cambiato davvero tutto: gioco, identità, mentalità. E questa è una squadra che, al di là dei sette successi consecutivi, può puntare davvero in alto ora che si ritrova a 2 punti dal Napoli e a 5 dalla Juventus., impegnate rispettivamente con Chievo e Atalanta.

Alla Roma, come succede in genere alle grandi squadre, basta un tempo per regolare la Fiorentina. Fuori Dzeko per scelta tecnica, i tre là davanti con El Shaarawy e Salah terminali offensivi e Perotti falso nueve alla Totti dei tempi che furono (sempre con Spalletti a dirigere i giochi) funzionano a meraviglia, tanto che ognuno dei tre va in gol e ognuno dei tre assiste l’altro a rotazione nelle azioni da rete. La Fiorentina non riesce a tenere il passo e il ritmo di questa Roma e ha un po’ dalla sua l’attenuante delle uscite dal campo anzitempo di Borja Valero e Vecino, ovvero dei due motori pensanti della squadra, per infortunio.

Vero è che all’uscita di scena dei due centrocampisti viola la Roma era già sul 2-0, ma sicuramente la botta ricevuta da Borja Valero in uno scontro fortuito con El Shaarawy ha condizionato i movimenti del cervello spagnolo e di conseguenza l’organizzazione di gioco dei viola, per una Fiorentina che difficilmente è riuscita a ritrovarsi, anche dopo l’1-3 messo a segno da un Ilicic non certamente in serata realizzando un rigore provocato da un fallo sciocco in area di Digne su Tello. Unica sbavatura giallorossa in una partita perfetta.

Il tema del match è stato abbastanza semplice con la Roma che ha prodotto gioco in continuazione formando praticamente un reparto unico e compatto tra difesa, centrocampo e attacco con movimento perpetuo di palla e giocatori sui diversi assi, centrale e laterali e la Fiorentina che spesso è stata a guardare soffrendo la velocità delle verticalizzazioni improvvise e la rapidità di Digne, Florenzi, Salah e El Shaarawy. Alla fine ci prova anche Totti a partecipare alla festa, applaudito insieme a Spalletti (tanto per ricucire subito un piccolo strappo casalingo) dal rinnovato rapporto tra la Lupa e i suoi tifosi, ma il suo tentativo su punizione si stampa sul palo. Poco male per una Roma che nell’economia dei 95 minuti totali ha dominato l’avversario.