L’avviso “di garanzia” del Financial Fair Play era arrivato tempo fa sia a Roma che Inter (e anche al Liverpool) e annunciava l’apertura di un’indagine da parte del Uefa per quanto riguarda i conti in casa giallorossa e nerazzurra in merito alle operazioni finanziarie relative al triennio 2011-2014. Un warning che risale al settembre 2014 e che profilava un modello economico di riferimento con previste sanzioni oltre la soglia massima tollerata di 45 milioni di euro di passivo societario. Si annuncia un venerdì 8 maggio tragico quando da Nyon si conoscerà la sentenza Uefa che andrà a penalizzare l’Inter per aver quadruplicato la soglia di tolleranza (-180 milioni) e la Roma per averla più che raddoppiata (105 milioni il passivo giallorosso).

Maggior passivo, maggiori rischi per l’Inter che potrebbe incorrere nella sanzione che prevede una riduzione della lista Uefa (se e quando si qualificherà per le competizioni europee), una pena pecuniaria che si aggira sui 3 milioni di euro e la regolamentazione forzata nelle operazioni di mercato, oltre all’obbligo di non aumentare ingaggi e salari. Si potrebbe dunque profilare l’obbligo di un mercato bilanciato che condizionerebbe gli acquisti in funzione delle cessioni. Però se l’Inter non dovesse raggiungere la qualificazione in Europa League, la sanzione riguardante il mercato bilanciato sarebbe automaticamente evitata dalla società di Thohir.

Se Atene piange, Sparta non ride perché dalle parti di Trigoria la situazione non si preannuncia certo idilliaca, benché decisamente più soft con la roma che potrebbe rischiare 1,5 milioni di sanzione pecuniaria sotto forma di mancato pagamento degli introiti guadagnati attraverso la partecipazione alle competizioni europee in questa stagione e una cifra analoga qualora la Roma non dovesse rispettare i parametri imposti per i prossimi anni (una sanzione, che vale anche per l’Inter, sub-judice). Ipotizzabile anche nel caso del club giallorosso una penalità relativa alla prossima partecipazione europea: mercato bilanciato (già attuato autonomamente da Pallotta) con obbligo di non alzare il monte-ingaggi e/o lista Uefa ristretta al massimo di un paio di nomi. In questi giorni che precedono la sentenza le due società hanno intensificato, anche per il tramite della Figc, i loro contatti con i responsabili Uefa inviando gli ultimi documenti con tanto di piano di risanamento relativo ai rispettivi ammanchi finanziari.