Hai fatto ventisette, perché non fare trenta? Hai eguagliato il record bianconero di nove vittorie iniziali consecutive, perché non batterlo? E’ questo l’interrogativo, a dire il vero retorico, con il quale la Roma di Rudi Garcia si prepara al posticipo del turno infrasettimanale contro il Chievo Verona del pericolante Sannino: un testa-coda di quelli da brivido, visto che tra le due squadre ci sono la bellezza di 23 punti di distacco dopo appena nove giornate. In altre parole, una le ha vinte tutte, l’altra le ha perse tutte tranne due; una segna 2,5 gol a partita, l’altra ne becca quasi 2 a partita. Una si sente forte come mai prima nell’ultima dozzina d’anni, l’altra esattamente l’opposto nel medesimo lasso di tempo. Pronostico blindato? Molto di più.

Proprio per questo motivo, Garcia avrà sicuramente avuto il suo bel daffare nel placare i facili entusiasmi di una piazza storicamente emotiva e per mantenere alto il livello di guardia della sua invitta truppa. Anche perché, dietro, Juventus e Napoli continuano a correre. Vietato sottovalutale l’impegno, vietato soprattutto entrare in campo con l’atteggiamento sbagliato, perché le assenze (Maicon squalificato, Totti lungodegente, Destro desaparecido e Gervinho ancora fermo ai box) non consentiranno al tecnico transalpino di avere riservisti d’eccellenza. Al posto del brasiliano ci sarà Torosidis a completare il solito, affidabilissimo reparto, con il centrocampo titolare davanti: Pjanic, che presto rinnoverà fino al 2018, De Rossi e Strootman. In avanti ci sarà Borriello centravanti (foto by InfoPhoto), con Ljajic a sinistra e Florenzi a destra, anche se per quest’ultimo può esserci la possibilità di turnover, con inserimento all’ultimo di Marquinhos.

ROMA (4-3-3): De Sanctis; Torosidis, Benatia, Castan, Balzaretti; Pjanic, De Rossi, Strootman; Florenzi, Borriello, Ljajic. All. Garcia

CHIEVO (3-5-2): Puggioni; Frey, Claiton, Cesar; Sardo, Bentivoglio, L. Rigoni, Radovanovic, Dramé; Paloschi, Thereau. All. Sannino