“Roma ai cinesi? Non diciamo fesserie”. Questo il Pallotta-pensiero, che ha messo fine in veste ufficiale alle voci.

LA STORIA USCITA SUL WEB

Secondo Bloomberg il patron americano stava valutando la possibilità di vendere una quota da 75 milioni di euro, che agli attuali andamenti di borsa equivale a poco più del 40% della società. Il sito riportava inoltre che alcuni investitori avevano contattato il presidente, per il quale la Roma vale quanto il Milan. Pettegolezzo smentito drasticamente dai capitolini. Ipotizzato l’incontro, nei giorni a Milano, dei rappresentanti cinesi, seguendo la nuova corrente in voga nella serie A. I progressi burocratici avrebbero agevolato l’operazione, che vedeva nell’ex dg Franco Baldini l’intermediario coi soggetti provenienti da oriente. Roma che aveva, a onor del vero, escluso attraverso un comunicato stampa l’indiscrezione, annuendo tuttavia alla ricerca di alleati: “In relazione a quanto pubblicato da Bloomberg in data odierna, smentisce l’ipotesi di cessione di una quota del club da parte dell’attuale proprietà”.

SPECULAZIONI RIDICOLE

Una decisa presa di posizione quella di Pallotta, che ha rispedito al mittente i rumors sugli incontri col colosso cinese Cina Evergrande per la vendita di una parte delle quote azionarie del club giallorosso. James Pallotta ha negato di aver parlato con la controparte, riguardo alla possibile acquisizione di alcune quote della Roma: “Non ho mai, mai, mai parlato con Evergrande o con altri in Cina. Non stiamo negoziando con nessuno. Speculazioni ridicole, ‘bullshit‘”. Così il presidente della Roma ha commentato le ultime indiscrezioni alla Reuters. Il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni, ha sostenuto le stesse posizioni di Pallotta. Un portavoce di Evergrande ha detto di “non aver sentito nulla a proposito di questa notizia o investimento”. Una doppia negazione che pone fine alle ipotesi, lasciando ai tifosi la consapevolezza di vedere ancora per un po’ la Roma a stelle e strisce.