Le Olimpiadi di Roma 2024 sono un po’ più vicine. Un primo, piccolo, passo in avanti è stato dato con il via libera alla candidatura giunto dal consiglio comunale della Capitale. Il Campidoglio ha concesso l’ok con 38 voti a favore e 6 contrari.

Un successo il lavoro diplomatico tessuto dal presidente del Coni Giovanni Malagò, dal presidente del comitato promotore, Luca Cordero di Montezemolo (sì, proprio lo stesso che si occupò di Italia ’90, mondiali che portarono appalti d’oro e scandali annessi), dal vice presidente Luca Pancalli e dalla direttrice Claudia Bugno.

Il cammino della votazione ha rischiato più volte di arenarsi, soprattutto per via dello scandalo di ‘Mafia Capitale‘, che ha occupato il Comune capitolino in faccende ancora più serie.

Altre poche ore di lassismo avrebbero potuto mandare tutto a monte. Perché il testo approvato dovrà essere presentato al Coni, il cui consiglio federale del comitato olimpico nazionale si riunirà a Milano il 2 luglio (ultimo giorno disponibile) per esaminarlo.

Il successivo stap vedrà la delibera inviata al Cio entro il 15 settembre. La votazione è prevista per il 2017, ma la macchina organizzativa è già pronta.

Il Governo stanzierà i primi 60 milioni (ne dovevano essere 10) per il comitato organizzatore. Che dovrà compiere un autentico miracolo per portare in Italia le Olimpiadi.

Già, perché la fiaccola olimpica è contesa da candidature di assoluto livello. Prima di tutte quella di Parigi (che festeggerebbe così i 100 anni dalle Olimpiadi che organizzò nel 1924).

La capitale francese mette sul piatto, come Roma del resto, location suggestive come la Tour Eiffel, ma anche un programma di costi che prevedono una spesa di 6 miliardi di euro (laddove Londra, che le soffiò sotto al naso le Olimpiadi del 2012, ne sborsò circa 20).

Oltre Parigi., ecco Baku (dove sono in corso le Olimpiadi europee), Budapest e Amburgo.

“Il modello a cui fcciamo riferimento è quello di Barcellona 1992″, ha dichiarato Ignazio Marino “Possiamo sfruttare le strutture esistenti, evitando opere incompiute”.