Roma 2024 è stato un piacere. Incassato il no della sindaca Virginia Raggi alla candidatura di Roma, Giovanni Malagò annuncia che non c’è più nulla da fare per le Olimpiadi.

”IL COMUNE AVEVA IL DIRITTO E IL DOVERE DI SUPERVISIONARE”

Raggiunto dai microfoni di Radio 1 a margine della cerimonia per il logo degli Europei di calcio 2020 il presidente del Coni dichiara: “Formalmente non è finita, ma nella sostanza quando un’amministrazione comunale fa venire meno la candidatura è chiaro che questo non è visto bene dalla comunità internazionale. Teoricamente ci sono diversi piani B, ma non à la strada giusta. Perderemmo credibilità. Oggi qualsiasi opera pubblica richiede un investimento, questa amministrazione comunale aveva il diritto e il dovere di supervisionare. Alla Raggi abbiamo detto: assumiti la governance e governa il processo”. Sui soldi spesi e su un eventuale danno erariale chiarisce: “Dovremo rimandare la domanda a chi sta bloccando una candidatura”.

“CI ADEGUEREMO A UNA DECISIONE CHE CONSIDERIAMO INGIUSTA”

“Ci adegueremo a una decisione che consideriamo ingiusta – spiega Malagò – In passato ci sono stati Paesi che hanno continuato a sostenere la candidatura quando ci sono stati problemi con i comuni: hanno sostituito con un commissario le prassi tradizionali. Ma io dal primo giorno ho sostenuto che questa non sia la strada giusta. Non lo vogliamo fare, con molto rispetto ci adegueremo a una decisione che consideriamo profondamente ingiusta”. Sulla questione soldi già spesi per la candidatura, il numero uno del Coni sottolinea di essere “un ente pubblico, tutte le spese sono online, e si tratta di fondi del governo. Dico che se qualcuno chiede, e qualcuno potrebbe chiederlo, perché questi soldi sono stati spesi è chiaro che dovremo rimandare la domanda a chi sta bloccando una candidatura, visto che tuttora siamo ufficialmente candidati con il sostegno formale di tutti. In ogni caso, se si vuole controllare come sono stati spesi fin qui i soldi in qualsiasi momento si può fare”.

DI BATTISTA: “Eʼ UN COATTO, FA MINACCE”

Sull’attesa, vana, nell’anticamera del sindaco di Roma, Malagò sottolinea: “Speravo che l’amministrazione comunale di Roma prendesse con slancio questa occasione perché allo sport interessa organizzare bene un evento e poi dare anche una mano alla città. D’altra parte, qualsiasi opera pubblica oggi richiede un investimento. Noi abbiamo presentato un progetto che desse speranza e obiettivo ai giovani. Referendum? Andava fatto prima, ma non abbiamo problemi a confrontarci, anche perché sappiamo benissimo che i numeri sono a nostro favore. I numeri che vengono sventolati sui costi e le incidenze, riguardano le edizioni del passato, noi siamo candidati perché sono cambiate le regole del gioco della candidatura”. La replica su Facebook di Alessandro Di Battista, membro del direttorio M5: “Malagò ha detto alla Raggi: ‘Le consiglio di non presentare la mozione perché gli amministratori che firmeranno quella delibera dovranno assumersi le loro responsabilità’. Se non sapessimo che si tratta di parole di un semplice coatto potremmo quasi scambiarle per una minaccia”.