Non si è fatta attendere la replica del presidente del Coni alle dichiarazioni della sindaca Virginia Raggi nella conferenza stampa del Campidoglio di cui qui vi abbiamo dato conto. Giovanni Malagò ha iniziato la sua conferenza un attimo dopo la conclusione di quella della prima cittadina, facendo chiarezza su alcuni punti: «Abbiamo chiesto un incontro alla sindaca prima dei Giochi di Rio, nel mese di luglio. Non siamo riusciti ad incontrarci per impegni da parte loro. Abbiamo chiesto un incontro fra l’Olimpiade e le Paralimpiadi. L’amministrazione non ha trovato il tempo di incontrarci. A questo punto abbiamo chiesto un nuovo incontro. Ieri, dopo il sollecito di questo incontro, essendoci anche scadenze formali, quelle del 7 ottobre. Ci è stato detto che ci sarebbe stato un incontro tecnico in Campidoglio propedeutico all’incontro col sindaco. Ci siamo presentati e l’incontro è durato oltre tre ore e mezza, durante le quelli sono stati sviscerati molti punti del dossier della candidatura di Roma. Un incontro molto tecnico, in cui finalmente sono state offerte infinite precisazioni sul dossier».

Il numero uno del Coni continua nelle sue dichiarazioni, soffermandosi sull’anticamera avuta prima di decidere di lasciare il Campidoglio: «Sono state giornate complicate, in cui ho smontato la mia agenda per questo incontro col sindaco. Quel che è curioso è che, dopo aver fissato un appuntamento con noi, la sindaca aveva fissato un incontro con la stampa alle 15.30. Siamo entrati alle 14.23, ci avete visto in Campidoglio, ci hanno fatto accomodare nel salottino del sindaco, c’era il suo portavoce. Intorno alle 14.50 ho chiesto notizie della sindaca, mi ha stato detto che la sindaca stava arrivando, così alle 15. Ci è stato detto che aveva un impegno istituzionale col ministro Del Rio. Alle 15.07, in considerazione che la conferenza stampa era fissata alle 15.30, ci siamo detti che se la sindaca ci voleva dare un po’ di considerazione avremmo meritato un po’ di tempo in più e siamo andati via».

Subito dopo, Malagò è tornato sul “no” a Roma 2024: «Noi non apparteniamo a nessun partito politico, non vogliamo che qualcuno ci tiri la giacca da una parte o dall’altra. Noi abbiamo avuto un mandato dal mondo dello sport. All’unanimità lo sport ha chiesto allo sport di candidarci. Non era mai successo, c’era stato sempre qualcuno in Giunta o in Consiglio Nazionale che aveva detto no o si era astenuto. Il no fa male, dispiace moltissimo, perché sono cambiate le regole del gioco, era possibile fare e farlo bene. Sbagliato mischiare i soldi spesi per i Giochi con altre spese. Il preventivo di spesa era di un decimo rispetto a Sochi 2014». Malagò è un fiume in piena, soprattutto sul tema dei costi: «Eravamo candidati perché sono cambiate le regole del gioco. Mi è dispiaciuto che Raggi non lo abbia ricordato. Questo è il punto centrale. Se non ci fosse stata Agenda 2020 nessuna città d’Italia poteva aspirare a candidarsi. Eravamo disposti a rivedere tutto, eravamo disposti al referendum, eravamo disposti a cambiare, ma dopo un incontro».

Il presidente del Coni ha poi sottolineato una piccola svista nelle parole della sindaca Raggi: «Amburgo e Boston non sono mai state candidate, bisogna stare attenti a parlare di candidature sbagliando i nomi». Effettivamente, sia Boston che Amburgo hanno dovuto ritirare la loro candidatura in seguito alla pressione dei cittadini, con la città tedesca che ha scelto di ritirarsi dopo aver indetto un referendum popolare. Malagò va poi all’attacco: «Qualcuno non si informa, non legge, si parla di eredità del passato. Io mi sono informato, non parlo come altri per slogan. Ho chiamato Silvia Scozzese, commissario al debito di Roma e le chiesto conto sui debiti che Roma starebbe pagando sui Giochi del 1960, mi ha mandato una mail in cui si scopre che questa è una falsità assoluta. Si parlava di debiti commerciali, di espropri di case per costruire il Villaggio Olimpico. Qui si tratta di populismo. Se il problema sono le eventuali ruberie, mangiatoie… Noi diciamo al Comune ‘Governatele voi, gestitele voi’. Poi… Consiglio alla sindaca e al vicesindaco di non presentare quella mozione per il ritiro della candidatura in Consiglio comunale. Una mozione presa da Wikipedia, tale e quale, che parla di città che non si sono mai candidate all’Olimpiade del 2024. È imbarazzante, non parlate di cose che non conoscete».

Malagò conclude il suo intervento con un nuovo affondo: « C’è un’alternativa in questa città per creare occupazione? Perché il sindaco non ha accettato la diretta streaming? Perché hanno i sondaggi come noi. E la città di Roma era favorevole ai Giochi con percentuale dell’85%, soprattutto i più giovani e soprattutto nei quartieri di periferia. Era l’occasione per dimostrare che c’è la possibilità di sistemare quelle cose che non c’è possibilità di risolvere se non si interviene con progetto come quello della candidatura. Mi spiace sentire che l’amministrazione per Le Vele ha un’idea per il progetto della città della conoscenza. Il rettore dell’Università di Tor Vergata mi ha detto che le cose non stanno proprio così».