I Giochi Olimpici a Roma nel 2024 non verranno organizzati. All’indomani del ‘no’ di Virginia Raggi, lo sport azzurro esprime amarezza con Juri Chechi.

MALAGÒ: “È FINITA”

Ad alzare bandiera bianca il presidente del Coni Giovanni Malagò, che tanto si era speso in favore della candidatura: “Formalmente non è finita, ma nella sostanza quando un’amministrazione comunale fa venire meno la candidatura è chiaro che questo non è visto bene dalla comunità. Teoricamente ci sono diversi piani B, ma non à la strada giusta. Perderemmo credibilità. Oggi qualsiasi opera pubblica richiede un investimento, questa amministrazione comunale aveva il diritto e il dovere di supervisionare. Alla Raggi abbiamo detto: assumiti la governance e governa il processo”.

”CHE FIGURACCIA”

Juri Chechi, campione olimpico degli anelli ad Atlanta 1996 e bronzo ad Atene 2004, ha idee chiare: “Credo che abbiamo perso molta credibilità a livello internazionale. Non so se riusciremo a portare avanti un’altra candidatura, perché dopo Roma 2020 e ora Roma 2024, purtroppo abbiamo fatto una brutta figura”. Pur con tutti i dubbi messi in campo dalla giunta comunale attuale, l’ex atleta è certo che le Olimpiadi possano rappresentare una svolta e una grande opportunità per il Paese: “Da sportivo c’è molta delusione – prosegue – è un’occasione persa. Comprendo le posizioni contrarie, ma poteva essere l’occasione di dimostrare che siamo un Paese migliore rispetto a quanto pensano gli altri e anche noi stessi. Potevano essere olimpiadi diverse dalle altre, dimostrando che si potevano organizzare con costi inferiori e avere legacy ancora migliori di altre edizioni”.

”CREDIAMO AL FUTURO”

In chiusura un parallelismo tra la situazione attuale dello sport italiano e un episodio significativo della sua gloriosa carriera: “Dobbiamo avere anche una visione ottimista per il futuro, altrimenti che facciamo? Ho vinto l’ultimo bronzo ad Atene con un infortunio che mi precludeva solo di provarci ma ho detto ‘ci devo provare’. Mi auguro che anche Roma e l’Italia ritrovino la forza di farlo”.