Davvero un torneo speciale il Roland Garros. La terra battuta impone infatti ai partecipanti uno stile che ha ben poco di che spartire con altre manifestazioni quali Wimbledon o gli U.S. Open. Assieme a questi ultimi condivide però la grande posta in palio, autentico punto di arrivo per molti maghi della racchetta. Andiamo a ripercorrerne la storia.

DA DOVE PARTE - La prima edizione sul suolo transalpino avviene nel 1891. Appena cinque i partecipanti, il britannico Briggs sbaraglia la concorrenza. L’albo d’oro femminile si apre sei anni più avanti con Françoise Masson, brava ad avere la meglio su due rivali. Solo gli iscritti in club francesi hanno l’onore di mettere alla prova le rispettive capacità, in sfide esaltanti anche nel doppio. Gli Internazionali cominciano quando scocca il 1925 a Saint-Cloud, dominati da Suzanne Lenglen, vincitrice in singolare, doppio femminile (con Didi Vlasto) e doppio misto (al fianco di Brugnon). René Lacoste conquista singolare e doppio maschile (assieme a Borotra).

INIZIA L’ERA OPEN - Inaugurato lo Stade de Roland Garros, le imposizioni di Jean Borotra, René Lacoste ed Henri Cochet – componenti dei “Quattro Moschiettieri” insieme a Jacques Brugnon – entusiasmano le platee. Superata la Seconda Guerra Mondiale Frank Parker, Jaroslav Drobný e Tony Trabert sono brillanti esponenti della categoria maschile con due successi a testa. Idem per Margaret Osborne Dupont, Doris Hart e Maureen Catherine Connolly fra le donne. Il biennio 1959-1960 consacra il “nostro” Nicola Pietrangeli (datati 1976 e 2010 i trionfi targati Adriano Panatta e Francesca Schiavone), prima che, mentre il Roland Garros entra nell’era Open (aperta cioè pure ai professionisti),il nuovo decennio finisca preda della nuova classe australiana, capeggiata da Rod Laver, Roy Emerson, Margaret Smith Court e Lesley Turner. Equilibrio spezzato nei psichedelici anni ’70 e ’80 da Bjorn Borg e Chris Evert, vincenti rispettivamente in 6 e 7 occasioni, un record.

TEMPI MODERNI - Ricordi più vivi nei giovani appassionati li suscita Gustavo Kuerten, che vanta tre allori, gli stessi di Monica Seles e Steffi Graff, agguerrite rivali. Quattro invece i titoli di Justine Henin e ben nove, giunti all’epoca attuale, appartengono a Rafael Nadal, impresa mai riuscita a nessun’altro. I campioni in carica Stanislas Wawrinka e Serena Williams sono chiamati infine alla conferma.