Conferme, riscatti, consacrazioni. Questo e altro ancora viene inseguito nel Roland Garros, uno dei 4 tornei del Grande Slam. A chi è intitolato? Andiamolo a scoprire.

MENTE CREATIVA – Il nome appartiene a un noto aviatore nato a Saint-Denis il 6 ottobre 1888. Intrapresi inizialmente studi di economia si avvicina appena ventenne all’aviazione civile, dove mostra eccellente predisposizione. Nel giro di pochissimi anni diventa una celebrità e allo scoppio della Prima Guerra Mondiale decide di mettere le proprie capacità al servizio della Francia. I piloti faticano a coordinarsi nei propri veicoli e sparare fino al momento in cui questo giovane di belle speranze aggiunge due lunghi coni metallici alle mitragliatrici, posti nella parte anteriore degli aeroplani per migliorarne le funzionalità.

LA CATTURA – Durante il 1915 riesce da solo ad abbattere tre aerei nemici, ma in aprile viene catturato. Militari di terra tedeschi colpiscono il suo aereo, che non finisce però distrutto. Anthony Fokker ne rimane stupito e progetta assieme al suo gruppo un sistema migliore, che sincronizza il meccanismo di sparo con l’albero motore in modo che il mitra spari solo quando le eliche non siano davanti alle canne. La Germania sfrutta le migliorie durante il conflitto bellico.

LA PREMATURA SCOMPARSA - Garros riesce a scappare nel febbraio 1918 dopo quasi tre anni di prigionia. I notevoli miglioramenti compiuti dalla tecnologia obbligano un nuovo addestramento per reintegrarlo in esercito e solo in agosto riparte in missione. La morte lo attende il 5 ottobre 1918: il suo aereo per la seconda volta viene colpito, ma stavolta l’epilogo è tragico, un giorno prima di compiere trent’anni. Riconosciuto come il primo vero pilota di aerei da caccia al mondo, un vero e proprio asso dei cieli, a lui – calciatore e campione juniores transalpino di ciclismo su pista nel 1906 – è dedicato lo “Stade de Roland Garros”