Prevista, ma non scontata. Il numero uno contro il numero due del mondo. Saranno Novak Djokovic ed Andy Murray a contendersi domenica il trofeo del Roland Garros 2016. Per Nole è la quarta finale a Parigi (la terza di fila) dove va ancora a caccia del primo trionfo, la ventesima in uno Slam (eguagliato Nadal: meglio di loro solo Federer con 28) con 11 trofei già in bacheca: per lo scozzese è la prima finale all’ombra della Tour Eiffel, la decima in un Major (due i titoli conquistati). In semifinale il serbo, numero uno del mondo, ha liquidato per 6-2, 6-1, 6-4 l’austriaco Dominic Thiem, 13esima testa di serie, mai così avanti in uno Slam. Il britannico, seconda testa di serie, si è invece imposto per 6-4, 6-2, 4-6, 6-2 sullo svizzero Stan Wawrinka, numero tre del seeding e campione in carica. Nel bilancio dei precedenti Nole è avanti 23-10 su Andy (3-1 sul “rosso”) ma lo scozzese ha battuto il serbo nella finale degli Internazionali BNL d’Italia, proprio alla vigilia dello Slam francese, e proprio a Parigi in semifinale lo scorso anno lo ha costretto al quinto set.

PARIGI

Quarta finale parigina (la terza consecutiva) e ventesima in un Major (sesta di fila) per Nole. Numeri da paura per il 29enne serbo di Belgrado, ancora a caccia però del primo trofeo all’ombra della Tour Eiffel. Ma Djokovic insegue anche il sogno di diventare l’ottavo tennista nella storia a completare il Career Grand Slam dopo Roger Federer, Rafael Nadal, Andre Agassi, Rod Laver, Don Budge, Roy Emerson e Fred Perry. Contro Dominic Thiem in semifinale il numero uno del mondo ha avuto vita piuttosto facile. Forse un po’ appagato per essere arrivato per la prima volta tra i miglior quattro in uno Slam (terzo austriaco a riuscirci al Roland Garros dopo Thomas Muster e Jurgen Melzer) e per aver centrato l’ingresso nella top ten mondiale (nel ranking pubblicato lunedì sarà in settima posizione), il 22enne di Wiener Neustadt ha giocato molto al di sotto delle proprie possibilità, anche se l’impressione è che, seppure gli fosse riuscito di tirare fuori il suo miglior tennis, non avrebbe poi fatto molta differenza. Nole ha concesso una sola palla-break, peraltro annullata, nel primo set (nel settimo gioco): addirittura nessuna nella seconda frazione. Nel terzo set Thiem ha strappato finalmente la battuta a Djokovic nel secondo gioco allungando fino al 3-0: ma immediata, o quasi, è arrivata la risposta di Nole con il contro-break al quinto gioco, poi l’aggancio sul 3 pari e la chiusura: 6-2, 6-1, 6-4. Il serbo ha così allungato a 27 la striscia di incontri vinti consecutivamente in tornei dello Slam: l’ultima sconfitta proprio in finale a Parigi lo scorso anno contro Stan Wawrinka.

MURRAY

Raggiungendo la sua prima finale al Roland Garros, dopo tre stop (di cui due di fila) in semifinale, Murray è diventato il primo tennista britannico dell’Era Open a riuscire nell’impresa, il terzo di sempre dopo Fred Perry e Bunny Austin. Ancora lo scozzese ha eguagliato Perry nel numero di finali Major (10) – Andy ha vinto quella degli Us Open del 2012 e quella di Wimbledon del 2013 – ed è diventato il decimo tennista nell’Era Open capace di raggiungere la finale in tutti e quattro i tornei dello Slam. La semifinale si annunciava tutt’altro che facile con il 31enne di Losanna, campione in carica, che pur essendo indietro 7 a 8 negli scontri diretti aveva vinto gli ultimi tre incontri. Ed invece Andy è sceso in campo carico, determinato e … “lamentoso” come non mai. Il britannico ha preso un break di vantaggio in avvio poi ha rischiato di vanificare tutto nel decimo gioco, al momento di servire per chiudere il primo parziale, dopo aver fallito un set-point: lo scozzese ha salvato una prima palla per il contro-break con una battuta robusta, la seconda con uno schiaffo al volo e la terza ancora con il servizio prima di riuscire ad archiviare il set. Andy ha preso un break di vantaggio anche nel secondo parziale, strappando la battuta ad un Wawrinka quanto mai impreciso nel terzo gioco e replicando poi anche nel quinto (4-1) prima di archiviare la frazione all’ottavo gioco. Nel terzo set c’è stata più lotta con “Stanimal” che al cambio campo doveva essersi detto che c’era modo e modo di uscire di scena per un campione in carica. Nel decimo gioco di un terzo set finalmente combattuto ed equilibrato lo svizzero ha avuto un set-point sul servizio di Murray e con un diritto in rete dello scozzese (primo break subito nel match), Stan è riuscito a rientrare in partita. Ma è stata l’illusione di un attimo. In avvio di quarto set Wawrinka si è ritrovato sotto 0-40 con tre errori: ha salvato le prime due palle-break ma non la terza. Lo svizzero ha rischiato di andare sotto di due break nel terzo gioco ma è stato bravo a tirarsi fuori dalla buca sostenuto dal tifo del “Philippe Chatrier”. Murray, però, non gli ha più concesso nulla ed ha chiuso 64 62 46 62. Con tanta fiducia anche per la finale… nonostante Djokovic.

RISULTATI SINGOLARE MASCHILE

(1) Djokovic (SRB) b. (13) Thiem (AUT) 6-2, 6-1, 6-4

(2) Murray (GBR) b. (4) Wawrinka (SUI) 6-4, 6-2, 4-6, 6-2.