Non son tutte rose e fiori per Roberto Mancini. In testa alla classifica, ma chiamato a far fronte al processo per il fallimento della società di costruzioni Img, in cui risulta imputato per bancarotta fraudolenta.

‘Ho conosciuto Marco Mezzaroma quando giocavo nella Roma e nella Lazio’, la gaffe di Roberto Mancini, che non ha mai indossato i colori giallorossi, davanti ai giudici che lo hanno interrogato

Il racconto di Roberto Mancini

Il Corriere della Sera ha riportato la testimonianza dell’allenatore interista. ‘Nel 1994 affidai i miei affari extracalcistici all’avvocato Stefano Gagliardi. Avevo molta fiducia in lui, nel 1989 fu anche testimone di nozze di mia moglie’.

‘Io facevo il calciatore e avevo altro a cui pensare’ ha raccontato ancora Mancio ‘Fu lui a consigliarmidi creare una azienda, la Camilla, società partecipante della Mastro (la società implicata nella bancarotta della Img, di cui è accusato anche Marco mezzaroma, ex marito di Mara Carfagna).

Tra il 2008 ed il 2009, a cavallo della prima esperienza da tecnico dell’Inter e l’inizio dell’avventura al Manchester City, Mancini si prese dei mesi di vacanza.

Restò a casa, ma iniziò a fare dei conti: ‘Fu così che scoprii l’esistenza di due appartamenti comprati e venduti a mia insaputa, uno dei quali a 600mila euro, soldi che non mi sono stati mai versati’.

‘Era Gagliardi a fare queste manovre grazie ad una procura generale concessagli da mia moglie. Revocai la procura all’avvocato e quello di amministratrice della Camilla a mia moglie. Mi intestati tutte le quote della società’.

‘Nel maggio del 2009, Gagliardi (che due anni più tardi saràarrestato per bancarotta fraudolenta, ndr) mi convocò per ritirare assegni di 72mila euro,frutto degli utili della CAmilla’.

‘Presi quegli assegni e li consegnai a Marco Spendolini, che stava facendo dei lavori di ristrutturazione della casa che comprai per i miei genitori’. Mancini, però, non girò quegli assegni, ragione per cui Spendolini è oggi imputato di riciclaggio presso la filiale di Jesi della Banca Popolare di Ancona. ‘Dimenticiai di girarli…faccio un altro lavoro…’. Secondo i pm, Mancini evitò di girare gli assegni per nascondere la provenienza dei soldi.