Sua Santità potrebbe avere un degno sostituto, se non fosse per quella quisquilia dell’appartenenza confessionale. A pochi giorni dal gran rifiuto di Benedetto XVI, il popolo italico ammira l’Antipapa di Caldogno, al secolo Roberto Baggio (foto by InfoPhoto), mentre ascende al Soglio Sanremese, con il suo impercettibile pizzo, il capello impepato, la consueta aura mistica e una lettera alla nazione che somiglia tanto a un angelus new-age.

Dopo aver raccontato a Fabio Fazio delle sue opere di bene sparpagliate nei quattro angoli del globo terracqueo – Robi è da sempre impegnato nel sociale – quello che fu il Divin Codino si è impadronito del leggio e ha balbettato i suoi Comandamenti, ridotti da dieci a cinque in segno di umiltà:

Vorrei invitare i giovani a riflettere su queste parole:

La prima è passione.
Non c’è vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi. Non date retta a chi vi vuole influenzare. La passione si può anche trasmettere. Guardatevi dentro e lì la troverete.

La seconda è gioia.
Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci, la sera, intorno ad una tavola apparecchiata. E’ proprio dalla gioia che nasce quella sensazione di completezza di chi sta vivendo pienamente la propria vita.

La terza è coraggio.
E’ fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente una cosa naturale, è necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è sentirsi soddisfatti sapendo di aver dato tutto, di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità. Guardate al futuro e avanzate.

La quarta è successo.
Se seguite gioia e passione, allora si può parlare anche del successo, di questa parola che sembra essere rimasta l’unico valore nella nostra società. Ma cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire realizzare nella vita ciò che si è, nel modo migliore. E questo vale sia per il calciatore, il falegname, l’agricoltore o il fornaio.

La quinta è sacrificio.
Ho subito da giovane incidenti alle ginocchia che mi hanno creato problemi e dolori per tutta la carriera. Sono riuscito a convivere e convivo con quei dolori grazie al sacrificio che, vi assicuro, non è una brutta parola. Il sacrificio è l’essenza della vita, la porta per capirne il significato. La giovinezza è il tempo della costruzione, per questo dovete allenarvi bene adesso. Da ciò dipenderà il vostro futuro. Per questo gli anni che state vivendo sono così importanti. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio. Non fidatevi, è un’illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni la realtà.

Per tutta la vita ho fatto in modo di rimanere il ragazzo che ero, che amava il calcio e andava a letto stringendo al petto un pallone. Oggi ho solo qualche capello bianco in più e tante vecchie cicatrici. Ma i miei sogni sono sempre gli stessi. Coloro che fanno sforzi continui sono sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e inseguiteli. Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita.

Ed è proprio questo che auguro a Voi ed anche ai miei figli”.

Se, con qualche ragione, alla terza riga vi si è incastrato un salatino nella trachea e siete vivi solo grazie a una manovra di Heimlich sapientemente eseguita, vi ho preparato un breve compendio di quanto espresso dal nostro Paulo Coelho senza pelata:

1) Siate voi stessi

2) Siate felici, è meglio che essere tristi

3) Sbattetevi

4) Siate voi stessi pt. 2

5) Sbattetevi pt. 2

Con tutto che difficilmente mi si potrà accusare di essere un papa-boy, mi sento quasi di rimpiangere il vecchio Ratzi: che sarà stato sì un fossile oscurantista e retrogrado, ma era pur sempre un fossile istruito e in grado di articolare pensieri complessi, ancorché spesso non condivisibili. No, il Baggio versione Papa buddista mi convince assai meno dell’artista del calcio leggero e inafferrabile che fu.