C’era un motivo ben preciso alla base della decisione di Watzke, presidente del Borussia Dortmund, e del suo entourage tecnico, di recedere dalla cessione di Lewandowski al Bayern Monaco: le vagonate di gol che il polacco avrebbe continuato a mettere a segno in campo nazionale e internazionale con la casacca rossa bavarese dimenticandosi dell’epoca dell(a banda dell’)oro. Già, perché al netto di Messi e Cristiano Ronaldo, o almeno del ruolo, il re dei centravanti, l’indiscusso signore delle aree di rigore avversarie è solo lui: Robert Lewandowski.

I riflettori si sono accesi accecanti su di lui in quella che è stata una settimana da fenomeno con ben 10 realizzazioni sganciate come bombe di rara potenza e devastazione. Il 5-1 rifilato al Wolfsburg nella sesta giornata di Bundesliga è già stato consegnato agli annali del calcio tedesco e planetario con i 5 gol andati a bersaglio come raffica di un mitragliatore impazzito: cinque colpi in nove minuti, mai nessuno come lui. Li hanno seguiti una doppietta al Mainz e, nella serata di ieri, un altro tris d’assi calato in Champions League contro la Dinamo Zagabria (match vinto dal Bayern per 5-0).

Fenomeno Lewandowski lo è a prescindere dalla sua settimana da autentica divinità del gol, essendo capocannoniere di tutto: 10 gol in Bundesliga, 10 gol nelle fasi di qualificazione agli Europei di Francia del 2016 con la nazionale polacca e ora anche le 3 reti in Champions League, tanto per non lasciare da solo un certo Cristiano Ronaldo. Un fenomeno da sempre, per altro. Da quando cioè il Dortmund lo prelevò dal Lech Poznan (41 reti e 20 assist messi a referto in 82 presenze), che a sua volta lo acquistò dal Znicz Pruszkow dopo una stagione di serie cadetta polacca e 21 gol in 32 partite. Numeri da capogiro quelli con i gialloneri di Westfalia prima di passare in Baviera: 103 gol e 44 assist in 187 partite.

Al di là degli alieni d’Argentina e Portogallo, e dei marziani cinematografici (il film “The Martian” è in uscita in questi giorni) è lui l’autentico marziano del calcio europeo e mondiale, ma a sentire la moglie Anna, la karateka medaglia di bronzo ai Mondiali di Tokyo nel 2008), felicemente “annoiata” dalle prodezze seriali del marito, Lewandowski è un uomo normalissimo dalla vita normale regolata da un’alimentazione salutista unita, ovviamente, a tanto sport. Nulla di misterioso, dunque, nelle colazioni del campione.