Toxoplasmosi, citalomegalovirus e poi milza ingrossata, spossatezza diffusa, impossibilità di allenarsi se non al 30% del potenziale, con le conseguenze facilmente immaginabili in gara. Tutto per fortuna alle spalle. Arianna Errigo da Muggiò, 27 anni, quattro Coppe del Mondo, quindici medaglie d’oro individuali e a squadre tra Mondiali, Europei ed Olimpiadi, in una carriera da sogno tutt’altro che finita, ha passato un periodo letteralmente d’inferno solo pochi mesi fa, proprio durante la prime tappe di qualificazione olimpica. Tra gli Europei di Montreux e i Mondiali di Mosca, nel giro di un mese l’abbiamo vista raccogliere comunque due ori a squadre e un bronzo individuale, ma anche tirare sulla difensiva, tra arresti e ‘botte in tempo’ che non fanno parte esattamente del suo repertorio di fiorettista dinamica, sempre all’attacco, divertente, una sciabolatrice travestita o più semplicemente una fiorettista d’altri tempi. Un talento sopraffino, anche fisico, sacrificato, persino mortificato, visto che doveva appunto tirare sulla difensiva e lei così non si diverte. Non è stata la vera Arianna, no, ma adesso la vera Arianna può essere contenta e fiera di quel periodo difficile, perché se è il sogno olimpico è ancora vivo, se è tornata numero uno del raking che ha dominato nel 2013 e nel 2014 (gli anni dei due Mondiali individuali) vincendo due delle ultime tre tappe di Coppa del Mondo con tre podi consecutivi, beh lo deve anche al momento probabilmente più difficile della sua carriera in cui però ha saputo stringere i denti. Adesso, per citare un ritornello noto, è fuori dal tunnel…

Arianna, ora sta finalmente bene?

Completamente guarita al 100%. Finalmente. Dopo mesi da incubo: arrancavo, non potevo allenarmi a livello fisico, non potevo recuperare tutto il lavoro perso né fare quello nuovo. Il momento più basso come forma l’ho toccato probabilmente agli ultimi Europei di Montreux a giugno 2015. Una situazione devastante, perché se anche ti infortuni a una mano o a una gamba, per dire, magari riesci comunque a muoverti, in acqua, in bici, hai energie. Io no, non ne avevo proprio. In più c’era la qualificazione olimpico in ballo, da maggio 2015. Fosse capitato tutto in un’altra stagione, l’avrei presa più alla leggera, ma non potevo fermarmi. Qualcosa di buono sono riuscita comunque a fare, anche al Mondiale, dove però mi è dispiaciuto tantissimo perdere in semifinale per due sole stoccate. Ora sto bene e sono finalmente contenta”.

Le manca una solo vittoria, quella individuale ai Giochi. Per il resto ha ottenuto tutto, in carriera, anche più volte, a soli 27 anni. Quanto ci pensa a Rio?

Tutti i giorni, ma in maniera tranquilla. Quando uno ha un sogno, e il mio è sempre stato quello di vincere ai Giochi, è normale pensarci sempre. Oltretutto a Londra 2012 sono arrivata a tanto così dall’oro, ma non l’ho vinto e oggi quindi continuo ad avere una grande voglia di rivalsa, quell’argento non me lo scorderò mai. Anche a quello penso sempre…  Ma non vivo i Giochi come un ossessione, tranquilli…”.

Programma d’avvicinamento?

A parte le gare che mancano, avremo un ritiro al mese. Non mi sono presa tanti giorni di vacanza come di solito faccio in questo periodo… Mancano solo cinque mesi, ormai, e i prossimi assalti li prenderò anche come test in vista di Rio, per sistemare aspetti tecnici in cui sono carente, per studiare ancora meglio le avversarie. Sono tranquilla e sinceramente non vedo l’ora di QUELLA gara…”.

Che è one shot…

Esatto e sono consapevole del fatto che in una gara secca può succedere di tutto, che ognuno ha le sue giornate sì e quelle no. So anche che se arrivo in forma e pronta, quella medaglia si può ottenere. Ma poi ovviamente ci sono le avversarie, forti anche loro. Io vorrei solo tirare al massimo delle mie possibilità e non pensare a nient’altro. Se sbagli un assalto butti via quattro anni di lavoro. Mi concentro su me stessa cercando sensazioni positive”.

E dopo Rio?

Continuo, sicuramente. Se avessi vinto a Londra nel fioretto individuale probabilmente avrei provato l’avventura nella sciabola, ma comunque vada in Brasile adesso dico invece che resterò alla mia arma. Però per il resto non escludo niente, non escludo di avere una famiglia o di fare anche altre esperienze al di fuori della scherma. Ma continuerò sicuramente a tirare…”.