Le medaglie? Alla fine contano solo quelle e verranno “pesate”, eccome. Si può dire quello che si vuole, che l’importante sia partecipare (motto ormai superato da almeno 50 anni), che il CONI, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, investe su altri valori legati allo sport, che le eventuali Finali raggiunte senza medaglie lasceranno un segno indelebile nello sport italiano ecc. ecc. Ma non sarà così o solo in parte. E allora proviamo anche noi, entrando però nel dettaglio, a capire dove potrà arrivare la squadra azzurra nel medagliere finale di Rio 2016, con i Giochi pronti a scattare il prossimo 5 agosto con la Cerimonia inaugurale al Maracanà (e non allo Stadio Olimpico Havelange).

STORIA RECENTE 

Le ultime cinque edizioni del Giochi si sono rivelate trionfali per l‘Italia, impossibile e persino inutile negarlo. Da Atlanta ’96 a Londra 2012 compresa è stato un diluvio di medaglie, nonostante il caso Schwazer pre-Londra 2012 (e anche ahinoi pre-Rio 2016) e il caso-Rebellin legato a Pechino 2008. Quattro anni fa, giova ricordarlo, gli allori furono 28, con 8 trionfi, gli stessi del 2008. Ad Atlanta e Sydney vincemmo 13 ori, ad Atene 2004 dieci. Con tutto l’amore che nutriamo per lo sport e la nostra Nazione, questi ultimi numeri sarà meglio lasciarli un po’ nel cassetto, per svariati motivi, ma senza eccedere con il pessimismo e la negatività perché l’Italia ha le sue eccellenze e avrà le sue medaglie. Quante? Proviamo a capirlo.

SPEDIZIONE

Intanto, precisiamo che ad Atlanta, Sydney ed Atene la spedizione era molto più numerosa di quella attuale (pur non ancora definitiva), anche per la presenza di sport di squadra come Baseball e Softball (soprattutto in Grecia, 12 anni fa) oggi non più nel programma. Ma si è scollinato sempre abbondantemente oltre quota 300 unità, difficilmente raggiungibile invece per Rio anche se dovrebbe comunque essere superato il numero di Londra 2012 (291 partecipanti). Meno atleti non significa necessariamente meno medaglie, ma qualcosa vorrà pur dire. Ci sono due handicap non di poco conto tanto per cominciare la discussione: il primo è legato alla classica e assurda rotazione (da Atene 2004) di due prove a squadre nella scherma; in questo caso, perdiamo il fioretto femminile (probabile oro) e la sciabola maschile (possibile medaglia, anche del metallo più pregiato, oro iridato a Mosca 2015). Insomma, due chance in meno che se ne vanno, due chance anche d’oro e non sono poche per la nostra Nazione. Aggiungiamoci la clamorosa assenza della spada femminile a squadre, un anno fa di questi tempi n.1 del ranking, vincitrice in Coppa a Buenos Aires e bronzo europeo, prima di mancare la qualificazione ed entrare in un tunnel senza uscita, difficile da spiegare se non con qualche attrito all’interno del gruppo e soprattutto tra staff e atlete. Non ci sono azzurri qualificati nel taekwondo, tanto caro a Londra 2012. Ritornando alle tre recenti edizioni citate, Atlanta ’96, Sydney 2000, Atene 2004, la differenza rispetto a oggi c’è e si vede. Per esempio, determinate certezze legate a blocchi sicuri da medaglia vengono meno: vent’anni fa conquistammo quattro ori nel ciclismo (tre su pista), in buona parte previsti; in Australia ci fu l’apice del judo, con quattro medaglie (e l’oro di Maddaloni); in Grecia quello degli sport di squadra, con la pallanuoto femminile d’oro (atteso), gli argenti di basket e volley maschile, il bronzo persino del calcio. In più, la quasi certa mancata partecipazione di Schwazer ci priva di un probabile oro sulla 50km di marcia e di un’altra possibile medaglia nella 20km (che magari potrà conquistare un altro azzurro).Ecco, oggi si naviga in ben altre acque dunque rispetto ai recenti fasti, sia chiaro. Tranquilli, però, non sono così mosse come potrebbe sembrare all’apparenza…

MEDAGLIE

Eccoci allora con lo sguardo rivolto a Rio. Intanto, rallegriamoci ed esultiamo: rispetto a Londra, la spedizione azzurra parte in ben altra posizione nel nuoto, guidata dalle punte Pellegrini (da medaglia)-Paltrinieri (parte favorito per l’oro nei 1500sl se non altro perché campione del mondo in carica e primatista stagionale) e dagli outsider (Detti, Dotto e le staffette 4x100sl uomini e 4x200sl donne, senza dimenticare altri 5-6 atleti da finale individuale, ovvero Carraro, Codia, Rivolta, Sabbioni, Bianchi, Turrini). Non è poco, perché il nuoto è sport che conta ai Giochi, assieme all’atletica, com’è ben noto, anche se non ci metteremo a soppesare le medaglie. A Londra non ci furono podi in piscina, solo con Martina Grimaldi il nuoto esultò, ma in acque libere. Il discorso è simile per l’atletica leggera: quattro anni fa arrivò ‘solo’ il bronzo di Donato nel triplo e fu anche tanta grazia. Oggi in pista la chance da podio è una sola, ma bella grossa, con Gianmarco Tamberi nell’alto (mai un maschio italiano è andato a medaglia in questa disciplina, ci è riuscita la sola Simeoni tre volte tra le donne). Nessun risultato gli è precluso. Fuori, non mancano possibilità per Giorgi (a maggior ragione se non vi saranno atlete russe e attenzione a Elisa Rigaudo, atleta da Olimpiade, combattiva, coriacea, mai appagata, già medagliata a Pechino) nella 20km di marcia, per tutti i maratoneti azzurri e i marciatori maschi. Insomma, tra nuoto e atletica vincemmo due medaglie a Londra, a Rio non è fantascienza puntare (considerando piscina e acque libere) su un bottino quanto meno raddoppiato (cinque sono possibili in totale, ma teniamo il profilo basso). La prima settimana sarà fondamentale per l’Italia, perché tra nuoto, tuffi, ciclismo, scherma e tiro gli azzurri si giocano tantissime chance. Domenica 14 agosto già avremo un’idea piuttosto chiara sull’andamento della spedizione azzurra.

CERTEZZE

Detto delle discipline regine, nuoto e atletica, torniamo appunto alla prima settimana di gare. Il 6 agosto si parte subito con la scherma, sempre a medaglia ai Giochi quando la spedizione azzurra è stata presente, da Parigi 1900. A Mosca, nel 1980, gli azzurri salirono sul  podio solo con la sciabola a squadre maschile (d’argento, se vogliamo il punto più basso), ma dopo è stato un trionfo. Tre ori a Los Angeles, Atlanta, Sydney, Atene e Londra, due a Barcellona e Pechino (ma sette medaglie in quest’ultimo caso). Ecco, questa volta, come già annunciato, sarà più complicato arrivare a tre trionfi e superare quota cinque medaglie complessivamente. Ma Errigo, Di Francisca, Fiamingo, Montano, Occhiuzzi, i fiorettisti e gli spadisti maschi a livello di squadra possono arrivare a un bottino appunto di cinque podi, che sarebbe un gran bel risultato, credeteci. Quattro più realistico, ma in questo sport possiamo sempre sognare. Nel ciclismo ci giochiamo tanto e subito, con Nibali e Longo Borghini (figlia dell’ex fondista azzurra Guidina Dal Sasso, lo sapevate?) tra i favoriti su un percorso assai duro nella prova in linea su strada (con Aru e Guderzo, già medagliata a Pechino, ottime alternative). In pista c’è la sola chance legata a Elia Viviani, ma è molto concreta; in Mountain Bike Fontana difende il bronzo di Londra 2012 e Lechner ha vinto la pre-olimpica a Rio. Tre medaglie sarebbero un grande bottino per il ciclismo, due sono auspicabili. Se parliamo di tuffi, questa volta siamo chiari: vogliamo le medaglie di Tania Cagnotto, al plurale, perché ne può conquistare due, non è mai stata così in forma come in questo momento, viene da due Mondiali straordinari (Barcellona 2013 e Kazan 2015) ha appena stabilito il suo primato di punti dai tre metri ai recenti assoluti e vuole assolutamente coronare la sua carriera irripetibile con l’unico allora che le manca, a Cinque Cerchi. Alla sua portata, dai tre metri nel singolo, ma soprattutto con Dallapé nel Synchro dove c’è meno concorrenza. Possibile persino un argento e un bronzo. Tiro, infine: qui ci aspettiamo tanto, tantissimo, come a Londra. Rossi, Campriani e la squadra di arco maschile (tre ori quattro anni fa) oggi sono più incognite che certezze, ma pur sempre campioni in carica; in più, però, ecco Fabbrizi, l’eterno Pellielo a caccia dell’oro che gli manca, Lodde, Zublasing, una Cainero n.1 del raking mondiale e tante altre chance. Il tiro a volo da Melbourne ’56 non sbaglia un colpo per l’Italia, eccezion fatta per Seul ’88. Lecito attendersi, complessivamente, almeno 3-4 medaglie.

ALTRI SPORT

Ecco poi le ‘farfalle’ della ritmica, fresche del bronzo conquistato a squadre in Coppa del Mondo (e a Londra 2012), la canoa sprint di De Gennaro e il canottaggio del quattro senza, la lotta di Frank Chamizo (oro iridato in carica), la pallanuoto femminile bronzo iridato a Kazan 2015, tecnicamente non inferiore a nessuno (ma oggi vince la fisicità di USA e Australia), la pallavolo maschile outsider come il recentissimo bronzo europeo (e oro a squadre) Riccardo De Luca nel pentathlon. E poi c’è il pugilato con Russo, Manfredonia e la novità femminile, l’Italia punta forte su Irma Testa. Ci sono le Chiqui ritrovate (ma con quale forma e intesa?) nel tennis femminile, Errani-Vinci (era proprio il caso di separarsi a un anno dall’Olimpiade dopo cinque trionfi Slam?). E c’è la vela, di Clapcich-Conti e di tanti possibili outsider. A proposito, eccoli gli outsider azzurri: Vanessa Ferrari nella ginnastica artistica (quanto si meriterebbe una medaglia), Alessia Trost nel salto in alto femminile, Gwend e Giuffrida nel judo, Ruffini nel nuoto in acque libere, almeno un altro armo nel canottaggio, la pallavolo femminile nel caso dovesse superare brillantemente il girone di ferro e poi ancora la pallanuoto maschile, Nicolai-Lupo nel beach volley (a caccia della prima storica medaglia in questo sport), le sciabolatrici Vecchi e Gregorio

CONCLUSIONI

Morale. Tenendo il profilo piuttosto basso e senza essere catastrofici, ma nemmeno vendere utopie, ci aspettiamo: 4 medaglie dalla scherma, 2 dall’atletica, 2 dal nuoto, 1 dal nuoto in acque libere, 1 dalla lotta, 1 da canoa-canottaggio, 2 dalla vela, 1 dal pugilato, 1 dalla ginnastica ritmica, 3 dal ciclismo, 1 dagli sport di squadra, 4 dal tiro (tutto compreso), 2 dai tuffi. Totale? Venticinque e abbiamo arrotondato un po’ per difetto. L’obiettivo posto dal Coni… Nel caso, sarebbe un successo, poi si può anche fare meglio perché no, ma pure peggio. Da 25 a 30 medaglie un trionfo, da 20 a 25 la spedizione andrebbe comunque considerata sufficiente. Sotto le 20 medaglie suonerebbe fragoroso un campanello d’allarme che in realtà già rimbomba da anni per organizzazione dello sport nella scuola, condizione degli impianti, numero di praticanti, centri federali (funzionano, ma sono pochissimi), atleti in balìa dei professori a scuola causa assenze per motivi a nostro avviso VALIDI se legati allo sport agonistico e non tutelati, ecc. ecc. ecc. Ma questo è un altro discorso…

In bocca al lupo a tutti gli azzurri.